10.12.12 · 2026-09-28 · 20:57:13
Il codice EER 10.12.12 identifica gli scarti di smaltatura ceramica privi di metalli pesanti, speculare non pericoloso della voce 10 12 11. Cosa comprende, quali attività lo producono e come registrarlo con un gestionale RENTRI.
rifiuti delle operazioni di smaltatura diversi da quelli di cui alla voce 10 12 11
Il codice 10.12.12 raccoglie gli scarti che si formano durante la smaltatura di prodotti ceramici quando la miscela non contiene metalli pesanti in quantità tali da farla rientrare nella voce speculare 10 12 11, che è pericolosa. In pratica si tratta di fanghi e residui di smalto recuperati dalle vasche di lavaggio delle cabine di applicazione, sedimenti dei mulini, colaticci dalle linee a campana o a disco, polveri delle cappe e smalti scaduti o fuori specifica.
La collocazione nel capitolo 10, dedicato ai processi termici, deriva dal fatto che la smaltatura è una fase del ciclo di cottura: lo smalto viene applicato sul supporto crudo o biscottato e vetrifica in forno. Il sottogruppo 10 12 copre l'intera filiera di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione, dalla preparazione delle materie prime agli scarti di cottura.
La scelta tra 10 12 11 e 10 12 12 non è automatica. Dipende dalla formulazione degli smalti usati, che possono contenere piombo, cadmio, cobalto o altri elementi, e va sostenuta con schede tecniche o analisi. Chi tiene il registro cronologico con un software per RENTRI deve quindi disporre di una caratterizzazione aggiornata prima di attribuire il codice, perché la stessa vasca può cambiare classe se cambia la ricetta dello smalto.
Le linee di smaltatura di un ceramificio applicano engobbi, smalti e cristalline su supporto pressato con campane, aerografi, dischi e macchine digitali. A ogni cambio prodotto le vasche e i circuiti vengono lavati e l'acqua carica di smalto finisce in un impianto di sedimentazione, da cui si estraggono fanghi che, se privi di metalli pesanti, ricadono nel 10.12.12.
Si aggiungono i colaticci raccolti sotto le linee, le polveri delle cabine di applicazione e le partite di smalto invecchiate o fuori tono che non possono essere reimmesse nel ciclo. Sono volumi continui, gestiti a lotti, e per questo comodi da registrare con un gestionale RENTRI che tenga traccia dei singoli movimenti in ingresso al deposito.
Nella produzione di lavabi, vasi e piatti doccia in vitreous china la smaltatura avviene per aerografia, spesso con robot in cabine a velo d'acqua. Lo smalto che non si deposita sul pezzo viene abbattuto dall'acqua e recuperato come fango nella vasca sottostante. Una parte si ricicla nella miscela, il resto esce come rifiuto.
Gli smalti per sanitari sono di norma formulati senza piombo e cadmio, per cui il fango rientra tipicamente nel 10.12.12, ma la verifica resta a carico del produttore. Queste imprese generano anche pezzi crudi smaltati scartati prima del forno: il supporto è argilla, ma lo strato di smalto pesa nella scelta del codice. La gestione rifiuti con RENTRI richiede una scheda tecnica per ogni ricetta in uso.
Un laboratorio che produce stoviglie, piastrelle decorate o oggetti d'arredo lavora con smalti in quantità ridotte, spesso preparati a mano da fritte e ossidi. Gli scarti sono i fondi delle vasche di immersione, i residui di pulizia di pennelli e pistole, gli smalti seccati nei barattoli e le acque di lavaggio lasciate decantare.
I quantitativi sono piccoli ma discontinui, e proprio per questo il rischio di attribuire il codice a memoria è alto. Le ricette artistiche cambiano di frequente e alcune contengono ossidi di metalli pesanti: prima di usare il 10.12.12 il titolare deve sapere cosa c'è nella miscela. Un software per RENTRI aiuta a legare ogni carico alla sua caratterizzazione, evitando errori di classificazione.