10.05.10* · 2026-09-28 · 19:06:03
Il codice EER 10.05.10* identifica le scorie e schiumature pericolose che escono dai forni della metallurgia termica dello zinco. Cosa sono, chi le produce e come si inseriscono nella gestione rifiuti con RENTRI.
scorie e schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose
Il codice 10.05.10* copre le scorie e le schiumature che si formano sui bagni di zinco fuso quando il materiale ha caratteristiche di infiammabilità o reagisce con l'acqua liberando gas infiammabili, di norma idrogeno. Si tratta di residui di superficie: ossidi misti a zinco metallico, cloruri residui dei fondenti, frazioni di alluminio o magnesio provenienti dalle leghe, particelle fini che trattengono aria e tendono a scaldarsi.
Il capitolo 10 raccoglie i rifiuti dei processi termici e il sottogruppo 10 05 quelli della metallurgia termica dello zinco: fusione primaria, rifusione di rottame e cascami, affinazione e distillazione. La schiumatura è un'operazione ordinaria in questi impianti, ma il catalogo distingue tra residui che presentano il pericolo e residui che non lo presentano. La voce speculare 10.05.11 riguarda le scorie e schiumature diverse da quelle della voce 10.05.10, e la scelta tra le due passa da una caratterizzazione del rifiuto, non da una stima a occhio.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. Sul piano operativo questo pesa sul deposito, che deve tenere il materiale asciutto e lontano da fonti di innesco, sugli imballaggi e sulla tracciabilità documentale. Con il RENTRI le annotazioni di registro e i formulari viaggiano in formato digitale, e un gestionale RENTRI serve a tenere allineati codice, caratteristiche di pericolo e quantità senza ricostruzioni a posteriori.
Una fonderia di zinco secondario rifonde rottame, cascami di lavorazione, matte e ceneri di zincatura per riportarli a lingotto o a lega commerciale. Il bagno viene schiumato più volte per turno e il materiale raccolto contiene zinco metallico in granuli fini, ossidi, cloruro di zinco e residui di fondenti a base di cloruro d'ammonio.
Quando la frazione metallica fine è alta e la carica porta con sé alluminio, la schiumatura può reagire con l'umidità e sviluppare idrogeno. In quel caso il residuo va classificato come 10.05.10* e tenuto in contenitori chiusi e asciutti. Il registro cronologico e i formulari passano dal RENTRI, e un software per RENTRI evita che il codice cambi da un carico all'altro senza motivo.
Le officine di pressofusione lavorano zamak, leghe di zinco con alluminio, magnesio e rame, mantenute fuse in forni di attesa a bordo macchina. Prima di ogni ciclo di iniezione l'operatore rimuove la pellicola di ossido e le impurità galleggianti, che si accumulano in secchi o cassoni.
Il magnesio e l'alluminio presenti in lega aumentano la reattività del residuo, soprattutto se raccolto ancora caldo e in forma polverulenta. Una schiumatura che si scalda da sola o che sfrigola al contatto con l'acqua rientra nel 10.05.10*. La caratterizzazione analitica decide tra questa voce e la 10.05.11, e l'esito va riportato con coerenza nella gestione rifiuti con RENTRI, dove la scheda del rifiuto deve corrispondere a quanto dichiarato al trasportatore e all'impianto di destino.
Gli impianti che affinano lo zinco per liquazione o distillazione separano piombo, cadmio e ferro dal metallo grezzo lavorando a temperature elevate in colonne e crogioli. Le scorie di fondo, le schiumature dei bacini di raccolta e i depositi dei condensatori contengono zinco metallico finemente suddiviso, a volte con cadmio, in una matrice di ossidi e polveri.
Le polveri metalliche fini sono la ragione principale della pericolosità: possono prendere fuoco per autoriscaldamento o liberare idrogeno se bagnate. L'impianto separa questi residui dalle scorie inerti e li avvia a recupero come 10.05.10*. Data la frequenza dei movimenti, un gestionale RENTRI collegato alla pesa e all'anagrafica dei codici riduce gli errori di trascrizione sui registri digitali.