10.05.06* · 2026-09-28 · 19:01:53
Il codice EER 10.05.06* copre i fanghi e i residui di filtrazione che escono dagli impianti di abbattimento fumi dei forni per lo zinco. Origine del rifiuto, motivi della pericolosità, attività che lo producono e gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi
Il codice 10.05.06* identifica i fanghi e i residui di filtrazione che si formano quando i fumi dei forni per lo zinco vengono depurati prima dello scarico in atmosfera. Nella metallurgia termica dello zinco le fasi di arrostimento dei concentrati solforati, di riduzione in forno e di distillazione liberano correnti gassose cariche di polveri fini, ossidi metallici e composti dello zolfo. Gli impianti di abbattimento, come i lavatori a umido, i filtri a maniche e gli elettrofiltri, trattengono questa frazione e la restituiscono sotto forma di fango o di pannello di filtrazione.
Il rifiuto sta nel capitolo 10 perché nasce da un processo termico, e nel sottogruppo 10.05 perché la sorgente è specificamente il ciclo dello zinco. Non va confuso con le polveri raccolte a secco, che hanno un codice proprio, né con i residui della zincatura a caldo dei manufatti in acciaio, che appartengono a un altro capitolo.
L'asterisco segnala la pericolosità. Questi fanghi concentrano metalli come zinco, piombo, cadmio e arsenico, spesso in forme solubili, e possono avere un pH lontano dalla neutralità. La voce è pericolosa in assoluto, quindi il produttore non deve dimostrare la pericolosità con un'analisi, ma la caratterizzazione serve comunque per attribuire le caratteristiche di pericolo e scegliere l'impianto di destino. Sul piano documentale il codice compare nel registro cronologico e nel formulario; un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati i movimenti con il codice corretto e con le quantità effettivamente avviate a recupero o smaltimento.
Chi parte dal concentrato di blenda lavora per arrostimento in forni a letto fluido, seguito da lisciviazione o da riduzione termica. L'arrostimento produce un gas ricco di anidride solforosa che viene inviato alla produzione di acido solforico, ma prima deve essere pulito da polveri, mercurio, arsenico e alogenuri. Il lavaggio a umido genera un fango denso, mentre le torri di raffreddamento e i filtri trattengono un residuo che viene periodicamente scaricato.
Questo materiale, che non torna in ciclo, è il 10.05.06*. Il produttore lo classifica come pericoloso e lo caratterizza per capire quali metalli prevalgono, poi lo registra e lo avvia a smaltimento o a recupero di metalli. Il software per RENTRI serve qui a tenere in ordine registro e formulari su un flusso continuo.
Le polveri dei forni elettrici delle acciaierie contengono zinco in quantità interessanti e vengono trattate in forni rotativi di tipo Waelz. Il processo volatilizza lo zinco, che si riossida e viene catturato come ossido Waelz, prodotto commerciale. Il gas di processo attraversa però anche stadi di raffreddamento, filtrazione e talvolta lavaggio, dove si separano fanghi e residui carichi di piombo, cadmio, cloruri e fluoruri, non riutilizzabili come prodotto.
Siamo ancora nella metallurgia termica dello zinco, perché il forno lavora per estrarre proprio quel metallo, e il residuo ricade nel codice 10.05.06*. Chi gestisce questo impianto ha spesso più codici pericolosi in uscita e una gestione rifiuti con RENTRI ordinata evita errori di attribuzione tra polveri, fanghi e scorie.
Le fonderie che rifondono rottami di zinco, ceneri e matte di zincatura, o leghe fuori specifica, usano forni a crogiolo o a riverbero e in alcuni casi colonne di distillazione per separare lo zinco da piombo e cadmio. Le cariche sono sporche: portano oli, vernici, cloruri di flussaggio e polveri metalliche che si volatilizzano e finiscono nei fumi.
L'abbattimento con filtri a maniche o con lavaggio a umido produce residui di filtrazione e fanghi che contengono zinco, piombo e cadmio in concentrazioni elevate. Per una fonderia di seconda fusione il 10.05.06* è quindi un rifiuto ricorrente, prodotto a ogni pulizia dei filtri e delle vasche. Un gestionale RENTRI aiuta a registrare le quantità con il codice corretto e a conservare la tracciabilità verso l'impianto di destino.