10.03.30 · 2026-09-28 · 18:43:21
Il codice EER 10.03.30 copre i residui non pericolosi che escono dal trattamento delle scorie saline e delle scorie nere della fusione dell'alluminio. Cosa comprende, chi lo produce e come si registra con un gestionale RENTRI.
rifiuti prodotti dal trattamento di scorie saline e scorie nere, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 29
Il codice EER 10.03.30 identifica i residui che escono dagli impianti che trattano le scorie saline e le scorie nere generate dalla fusione dell'alluminio. Le scorie saline si formano quando il metallo viene fuso sotto una copertura di sali, in genere miscele di cloruro di sodio e cloruro di potassio, che proteggono il bagno dall'ossidazione e raccolgono le impurità. Le scorie nere sono i residui più ricchi di ossidi e di metallo intrappolato che restano nei forni rotativi.
Queste scorie di norma non vanno direttamente in discarica. Vengono macinate, vagliate, lavate o sottoposte a lisciviazione per recuperare l'alluminio metallico e i sali. Ciò che resta dopo queste operazioni, frazioni fini, fanghi di lavaggio, ossidi non recuperabili, è il rifiuto classificato al 10.03.30.
Il codice sta nel capitolo 10, dedicato ai processi termici, e nel sottogruppo 10 03 sulla metallurgia termica dell'alluminio, perché l'origine del materiale resta il ciclo di fusione, anche se il rifiuto nasce in una fase successiva di trattamento.
Si tratta di una voce a specchio. La voce 10 03 29* raccoglie gli stessi rifiuti quando contengono sostanze pericolose. Il 10.03.30 si applica solo se le analisi escludono la pericolosità, quindi la classificazione va sostenuta da una caratterizzazione documentata, da ripetere quando cambia il processo o il materiale in ingresso. Nel registro cronologico e nei formulari gestiti con un software per RENTRI il codice va riportato senza asterisco.
È il produttore tipico del 10.03.30. Questi impianti ricevono le scorie saline dalle fonderie di alluminio secondario e le lavorano in più stadi: frantumazione, separazione dei granuli metallici, dissoluzione dei sali in acqua, cristallizzazione della salamoia per rimettere in circolo il flusso salino.
A fine ciclo resta una frazione insolubile, composta soprattutto da ossido di alluminio, spinelli e tracce di altri ossidi, spesso in forma di fango o di polvere umida. Questo materiale, quando la caratterizzazione esclude la pericolosità, viene classificato 10.03.30.
Per un impianto con volumi di questo tipo la gestione rifiuti con RENTRI riguarda sia i conferimenti in ingresso sia i residui in uscita, con registrazioni frequenti e verifiche analitiche da tenere allineate al codice usato.
Alcune fonderie che rifondono rottame di alluminio in forni rotativi non affidano le scorie a terzi ma le trattano internamente, almeno per la prima fase. Le scorie nere vengono raffreddate, macinate e vagliate per recuperare il metallo libero, che torna in forno; i sali possono essere separati con un lavaggio.
La parte che non si recupera, polveri fini e residui di vagliatura privi di valore metallurgico, esce come rifiuto del trattamento e non come scoria tal quale. Per questo il codice corretto è il 10.03.30, se le analisi lo confermano, e non le voci 10 03 08* o 10 03 09* che riguardano le scorie prima della lavorazione.
Nel gestionale RENTRI la fonderia registra quindi codici distinti per fasi diverse del ciclo, e conviene tenerli separati anche nei depositi.
Le piattaforme autorizzate al recupero di metalli non ferrosi ricevono spesso scorie e schiumature di alluminio da più fonderie, insieme ad altri residui di processo. Le sottopongono a trattamenti meccanici, mulini, vagli, separatori a correnti indotte, per estrarre il concentrato metallico da rivendere ai rifonditori.
Dalla lavorazione delle scorie saline e delle scorie nere derivano scarti fini e frazioni non metalliche che la piattaforma deve gestire come rifiuto proprio. Se la caratterizzazione esclude sostanze pericolose, la voce di riferimento è 10.03.30.
Il punto delicato è l'origine mista dei materiali in ingresso: la piattaforma deve tracciare da quale lotto proviene ciascun residuo e sostenere la classificazione non pericolosa con analisi periodiche, informazioni che un software per RENTRI aiuta a tenere collegate alle singole registrazioni.