Codice EER 10.03.16: schiumature alluminio e RENTRI

10.03.16 · 2026-09-28 · 18:23:59

Codice EER 10.03.16

schiumature dell'alluminio non pericolose e gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 10.03.16 copre le schiumature non pericolose della metallurgia termica dell'alluminio. Cosa contengono, chi le produce e come registrarle in modo corretto con un gestionale RENTRI.

Descrizione ufficiale

schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 03 15

Inquadramento

Il codice EER 10.03.16 identifica le schiumature che si formano sulla superficie dell'alluminio fuso durante la fusione, la raffinazione e il mantenimento in temperatura. Si tratta di uno strato di ossidi di alluminio, metallo intrappolato, residui di sali e di fondenti, che viene rimosso meccanicamente dal bagno prima della colata. In fonderia si parla spesso di scorie o schiume, ma il termine del catalogo resta schiumature.

La voce sta nel capitolo 10, dedicato ai rifiuti dei processi termici, e nel sottogruppo 10 03 riservato alla metallurgia termica dell'alluminio. Il catalogo prevede due voci gemelle: la 10 03 15*, pericolosa, per le schiumature infiammabili o che al contatto con l'acqua rilasciano gas infiammabili in quantità pericolose, e la 10 03 16, che raccoglie tutto il resto. La formula "diverse da quelle di cui alla voce 10 03 15" descrive proprio questo rapporto a specchio.

L'assegnazione del codice non è automatica. Il produttore deve verificare, con analisi o con una caratterizzazione documentata del processo, che la schiumatura non presenti le caratteristiche di pericolo della voce gemella. Solo a quel punto il rifiuto può essere classificato come non pericoloso.

Sul piano operativo il 10.03.16 è un rifiuto avviato di norma a recupero, perché contiene ancora una frazione di alluminio metallico. Nella tenuta dei registri e nella compilazione dei formulari il codice va riportato per intero, e chi usa un gestionale RENTRI lo ritrova nell'anagrafica dei codici con la descrizione ufficiale.

Fonderia di alluminio per getti

Una fonderia che produce getti in sabbia, in conchiglia o a cera persa lavora con forni fusori e forni di attesa in cui l'alluminio resta liquido per ore. Sulla superficie del bagno si forma uno strato di ossidi e metallo semisolido che l'operatore rimuove con la schiumarola prima di ogni colata, spesso dopo un trattamento con fondenti.

Le schiumature raffreddate finiscono in cassoni dedicati. Se la caratterizzazione esclude infiammabilità e sviluppo di gas al contatto con l'acqua, il codice corretto è il 10.03.16. Il volume dipende dal tipo di lega, dalla pulizia dei rottami caricati e dal numero di cicli. In una fonderia di medie dimensioni si arriva a diverse tonnellate l'anno, conferite di norma a impianti di recupero.

Stabilimento di pressofusione

Chi realizza componenti pressofusi per automotive, elettrodomestici o illuminazione fonde lingotti o leghe già pronte in forni a crogiolo o a bacino, quindi trasferisce il metallo alle isole di pressofusione. Anche qui il bagno in attesa sviluppa ossidazione superficiale, che va tolta con regolarità per non compromettere la qualità dei pezzi.

La schiumatura da pressofusione è in genere più povera di sali rispetto a quella della rifusione di rottami, perché il materiale caricato è già in lega. Resta comunque un rifiuto da classificare: dopo la verifica delle caratteristiche di pericolo, gli stabilimenti la registrano come 10.03.16. Nei programmi di gestione rifiuti con RENTRI il codice viene associato all'unità locale e alle aree di deposito, così i movimenti verso il recuperatore restano tracciati.

Impianto di rifusione rottami e leghe secondarie

Gli impianti che rifondono rottami di alluminio, sfridi di lavorazione e imballaggi per produrre leghe secondarie generano le quantità più alte di schiumature. Il rottame porta con sé vernici, oli, inserti di altri metalli e umidità, e il processo richiede fondenti salini in dose maggiore. Lo strato superficiale da rimuovere è quindi abbondante e disomogeneo.

Proprio per questa variabilità la classificazione richiede attenzione: la stessa linea può produrre partite riconducibili al 10.03.15* e partite che ricadono nel 10.03.16. L'impianto deve separarle e documentare le analisi. Chi lavora con un software per RENTRI imposta di solito le due voci come codici distinti nell'anagrafica, in modo da non mescolare i flussi nei registri e nei formulari.

Non hai ancora Rifiù?

Scarica l'app per partecipare al programma Rifiù è gratis e utilizzare tutti i servizi.

Rifiù newsletter

Iscriviti per ricevere gli ultimi aggiornamenti