10.03.18 · 2026-09-28 · 18:26:49
Il codice EER 10.03.18 identifica gli scarti carboniosi non pericolosi della fabbricazione degli anodi per l'elettrolisi dell'alluminio. Cosa comprende, dove finisce il confine con il 10 03 17* e come si gestisce il flusso con rentri.
rifiuti contenenti carbonio derivanti dalla produzione di anodi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 17
Il codice EER 10.03.18 raccoglie gli scarti carboniosi che nascono quando si producono gli anodi per l'elettrolisi dell'alluminio. Negli impianti di alluminio primario il metallo si ottiene per riduzione elettrolitica dell'allumina in celle a bagno di criolite, e gli anodi in carbonio si consumano nel processo. Vanno quindi fabbricati in continuo, partendo da coke di petrolio calcinato e pece di catrame, con formatura, cottura e lavorazione meccanica dei blocchi.
Da questa filiera escono polveri di carbonio, sfridi di taglio e foratura, blocchi cotti scartati al controllo qualità, frammenti di anodi rotti in movimentazione. È materiale a base di carbonio, e per questo sta nel capitolo 10 dei processi termici, sottogruppo della metallurgia termica dell'alluminio.
La voce è una voce a specchio. Il 10 03 17* copre i rifiuti della stessa origine che contengono catrame in quantità tale da renderli pericolosi, tipicamente per la presenza di idrocarburi policiclici aromatici. Il 10.03.18 si usa quando la caratterizzazione esclude quella pericolosità, per esempio su anodi già cotti, dove la pece è stata trasformata in coke. La scelta del codice non è automatica e va sostenuta da analisi o da una conoscenza documentata del processo.
Sul piano gestionale, chi tratta questi scarti con rentri deve tenere allineati codice, descrizione e quantità nei registri, e un gestionale rentri aiuta a evitare incoerenze tra formulario e registro.
Lo smelter che produce alluminio primario ha quasi sempre un reparto anodi interno, perché ogni cella consuma carbonio in continuo e i blocchi vanno sostituiti a rotazione. Nel reparto di cottura e nella zona di sigillatura degli anodi ai supporti metallici si accumulano polveri di carbonio dalle operazioni di pulizia, sfridi di lavorazione e blocchi non conformi per crepe o difetti dimensionali.
Anche i mozziconi anodici recuperati dalle celle, una volta separati dal bagno elettrolitico solidificato, possono rientrare in questo codice se non risultano contaminati. Il rifiuto è per lo più reimmesso nel ciclo, ma la parte che esce dallo stabilimento viene classificata 10.03.18 dopo verifica dell'assenza di catrame residuo. Per la gestione rifiuti con rentri questo flusso va registrato con le quantità effettive di ogni conferimento.
Alcune aziende producono anodi precotti o pasta anodica per conto terzi e li vendono agli impianti di elettrolisi. Il ciclo prevede macinazione e vagliatura del coke, miscelazione con la pece, formatura dei blocchi verdi, cottura in forni a camere fino a oltre mille gradi e infine tornitura o fresatura delle superfici.
Gli scarti della lavorazione a freddo dei blocchi cotti sono il caso più tipico di 10.03.18: trucioli e polveri di carbonio raccolti dagli impianti di aspirazione, spezzoni di blocchi rotti, campioni di produzione esauriti. I residui delle fasi a verde, dove la pece è ancora presente, richiedono invece una valutazione separata e spesso ricadono nella voce pericolosa. Un software per rentri con l'anagrafica dei codici già impostata rende più rapida la distinzione tra i due flussi.
I laboratori che eseguono controlli di qualità su anodi e paste carboniose, interni allo stabilimento o esterni in appalto, lavorano su carote e provini prelevati dai blocchi cotti. Le prove di densità, resistività elettrica, permeabilità e reattività alla CO2 richiedono taglio, rettifica e in alcuni casi distruzione del campione.
Alla fine delle prove restano provini fratturati, polveri di taglio e carote non più utilizzabili, tutti a base di carbonio cotto. Quando provengono da anodi già passati per il forno di cottura, e le analisi non evidenziano contaminazioni, il laboratorio li classifica come 10.03.18. Le quantità sono piccole rispetto allo stabilimento, ma il flusso è costante e conviene tenerlo tracciato nel gestionale rentri con la stessa cura dei rifiuti di reparto.