10.03.08* · 2026-09-28 · 18:19:52
Il codice EER 10.03.08* copre le scorie saline della fusione secondaria dell'alluminio, un rifiuto pericoloso per la reattività con l'acqua. Vediamo da dove nasce, chi lo produce e come si inserisce nella gestione rifiuti con RENTRI.
scorie saline della produzione secondaria
Il codice 10.03.08* identifica le scorie saline che si formano nella fusione secondaria dell'alluminio, cioè nel recupero del metallo da rottami, sfridi e schiumature. Per proteggere il bagno dall'ossidazione e separare le impurità si aggiunge nel forno un flusso di sali, di norma una miscela di cloruro di sodio e cloruro di potassio con piccole quote di fluoruri. A fine ciclo quel flusso, carico di ossidi di alluminio, metallo intrappolato, nitruri e carburi, viene scremato e costituisce la scoria salina.
Il codice sta nel capitolo 10 perché la fusione è un processo termico e nel sottogruppo 10.03 perché riguarda in modo specifico la metallurgia dell'alluminio. La dicitura "produzione secondaria" distingue queste scorie da quelle della produzione primaria, ottenuta per elettrolisi dell'allumina, che segue altre voci dello stesso sottogruppo.
L'asterisco segnala un rifiuto pericoloso in assoluto, senza necessità di caratterizzazione per stabilirlo. La ragione sta nella reattività con l'acqua: a contatto con l'umidità le scorie sviluppano ammoniaca, metano, idrogeno e fosfina, e cedono cloruri e fluoruri solubili. Da qui la prassi di stoccarle al coperto, in contenitori chiusi, con tempi di deposito contenuti.
Sul piano documentale il produttore registra carichi e scarichi nel registro cronologico, oggi in formato digitale tramite il RENTRI. Molte fonderie affidano il compito a un software per RENTRI collegato alla pesatura e ai formulari, così da avere quantità e date allineate con quanto esce dal forno.
È il produttore tipico del 10.03.08*. Riceve rottame misto, lattine, profili, radiatori e trucioli, lo carica in forni rotativi e lo fonde sotto una coltre di sale. Il sale abbassa il punto di fusione della scoria, trattiene gli ossidi e limita le perdite di metallo. A ogni colata l'impianto scarica dal forno una massa salina che pesa in proporzione alla quantità di impurità del rottame in ingresso: con materiale sporco può arrivare a diverse centinaia di chili per tonnellata di lega prodotta.
Le scorie vengono raffreddate in ambiente asciutto e avviate a impianti di recupero che separano sale, alluminio e frazione ossidica. La frequenza dei conferimenti rende il gestionale RENTRI uno strumento di lavoro quotidiano e non un adempimento occasionale.
Alcune aziende non fondono rottame ma lavorano le schiumature, cioè il materiale che affiora dai forni delle fonderie di getti e degli impianti di laminazione. Le schiumature contengono ancora una quota rilevante di alluminio metallico e vengono rifuse in forni rotativi con flusso salino per recuperarlo. Il residuo di questa lavorazione è a tutti gli effetti una scoria salina della produzione secondaria e prende il codice 10.03.08*.
Il flusso in uscita è meno prevedibile rispetto a una fonderia tradizionale, perché dipende dalla qualità dei lotti ricevuti. Per questo conviene registrare ogni scarico subito dopo la pesata, con un software per RENTRI che tenga il registro allineato al deposito temporaneo.
Le acciaierie usano alluminio come disossidante e le fonderie acquistano leghe madri per correggere la composizione del bagno. Chi produce questi materiali parte spesso da rottame o sfridi di alluminio e lavora in forni rotativi con aggiunta di sali, soprattutto quando la carica è fine o ossidata. Le scorie che restano a fine fusione hanno la stessa natura di quelle di una fonderia secondaria e rientrano nel 10.03.08*.
I volumi sono in genere più contenuti, ma il rifiuto resta pericoloso e reattivo con l'acqua. Anche un'attività di questa dimensione trova utile impostare la gestione rifiuti con RENTRI in modo ordinato, con anagrafiche corrette e codice sempre riportato con l'asterisco.