10.03.25* · 2026-09-28 · 18:36:37
Il codice EER 10.03.25* copre i fanghi e i residui di filtrazione prodotti dalla depurazione dei fumi nella metallurgia termica dell'alluminio. Cosa contiene, chi lo produce e come tracciarlo con un software per RENTRI.
fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose
Il codice EER 10.03.25* identifica i fanghi e i residui di filtrazione che si formano quando i fumi della metallurgia termica dell'alluminio vengono depurati prima dello scarico in atmosfera. La fusione dell'alluminio, primario o secondario, genera correnti gassose cariche di polveri, ossidi, cloruri e fluoruri, spesso con residui dei sali fondenti usati per proteggere il bagno metallico e raccogliere le impurità. Gli impianti di abbattimento a umido restituiscono fanghi; i sistemi a secco con additivi e filtri a maniche producono residui di filtrazione e polveri esauste.
Questi materiali stanno nel capitolo 10, dedicato ai rifiuti dei processi termici, e nel sottogruppo 10.03 perché derivano dal forno metallurgico dell'alluminio e non da lavorazioni meccaniche o superficiali dello stesso metallo, che hanno capitoli propri.
L'asterisco segnala il rifiuto pericoloso. La composizione tipica, con metalli pesanti, fluoruri e composti alcalini, giustifica la classificazione. Esiste però il codice specchio 10.03.26 per gli stessi fanghi senza sostanze pericolose: la scelta tra i due va sostenuta da una caratterizzazione analitica del rifiuto e non da una valutazione a occhio.
Sul piano operativo, per i soggetti obbligati la tracciabilità passa dal RENTRI. Un software per RENTRI permette di compilare registro e formulari con il codice corretto e di collegare i referti analitici alla partita conferita.
La fonderia che rifonde rottami di alluminio è il produttore più tipico del codice 10.03.25*. I rottami arrivano con vernici, oli, plastiche e leghe miste; in forno rotativo o a riverbero si aggiungono sali fondenti a base di cloruro di sodio e potassio, con aggiunta di fluoruri. La combustione dei contaminanti e la volatilizzazione dei sali producono fumi che l'impianto di abbattimento deve trattare.
I filtri a maniche, spesso preceduti da iniezione di calce o bicarbonato, trattengono polveri fini ricche di cloruri, fluoruri e metalli. Dove c'è un lavaggio a umido si formano fanghi. In entrambi i casi il rifiuto è pericoloso e la gestione rifiuti con RENTRI richiede registrazioni puntuali per ogni carico.
Lo stabilimento che produce alluminio primario per elettrolisi dell'allumina lavora con bagni di criolite, un fluoruro di sodio e alluminio. Dalle celle si liberano acido fluoridrico, particolato fluorurato e composti di catrame dagli anodi di carbone. I fumi vengono captati e inviati a un trattamento a secco, dove l'allumina fresca adsorbe i fluoruri prima della filtrazione.
Quando l'allumina arricchita non può essere riciclata in cella, o quando si puliscono i filtri e i condotti, si ottengono residui che rientrano nel 10.03.25*. Anche gli scrubber di sicurezza producono fanghi con fluoruri. Un gestionale RENTRI aiuta a tenere separati i flussi e a documentare la destinazione di ciascun residuo.
La pressofonderia che produce componenti per auto, elettrodomestici o illuminotecnica compra lingotti e pani di lega, ma li fonde in forni a gas o elettrici prima dell'iniezione negli stampi. Il metallo viene degasato e scorificato con flussi salini, e i ritorni di colata, spesso sporchi di lubrificanti e distaccanti, tornano in forno.
Se l'azienda ha un sistema di captazione con filtrazione sui forni, le polveri raccolte e i fanghi degli eventuali lavatori rientrano nel 10.03.25* quando le analisi confermano la presenza di sostanze pericolose. I quantitativi sono inferiori rispetto a una fonderia di rottami, ma la registrazione nel RENTRI segue le stesse regole, e un software per RENTRI riduce gli errori di codifica.