10.03.24 · 2026-09-28 · 18:35:21
Il codice 10.03.24 identifica le polveri e i residui solidi non pericolosi raccolti dai sistemi di depurazione fumi nella metallurgia termica dell'alluminio. Vediamo cosa comprende, chi lo produce e come si registra in un gestionale RENTRI.
rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 23
Il codice 10.03.24 identifica i residui solidi che restano dopo la depurazione dei fumi negli impianti di metallurgia termica dell'alluminio, quando il rifiuto non presenta caratteristiche di pericolo. La voce è la controparte non pericolosa della 10 03 23*, che copre lo stesso materiale contaminato da sostanze pericolose. È una coppia a specchio, tipica del catalogo europeo, in cui la scelta tra i due codici dipende dall'analisi del rifiuto e non dal processo in sé.
Nella pratica si tratta di polveri e ceneri raccolte da filtri a maniche, elettrofiltri e cicloni, oppure di prodotti di reazione dei sistemi a secco o semisecco che iniettano calce o bicarbonato per abbattere acidi e cloruri. La composizione varia molto da impianto a impianto: ossidi di alluminio, sali, frazioni di reagente esausto, carbonio incombusto.
La collocazione nel capitolo 10, rifiuti provenienti da processi termici, e nel sottogruppo 10 03 è legata all'origine: forni di fusione, raffinazione e riciclo dell'alluminio. Per usare il 10.03.24 il produttore deve poter sostenere l'assenza di pericolosità, di norma con una caratterizzazione analitica ripetuta nel tempo. Senza quella verifica il codice da applicare resta quello con asterisco. Nella gestione rifiuti con RENTRI le due voci vanno tenute distinte, perché cambiano destinazione, costi e documentazione di accompagnamento.
Una fonderia che rifonde rottami di alluminio, lattine, profilati e sfridi industriali lavora con forni rotativi o a riverbero, spesso con l'aggiunta di sali di copertura. I fumi trascinano polveri metalliche, cloruri e residui organici da vernici e oli presenti sulla carica, per cui l'impianto di aspirazione è dotato di filtri a maniche e, di frequente, di un'iniezione di reagente a secco.
Il materiale scaricato dalle tramogge dei filtri è il rifiuto in questione. Se le analisi confermano l'assenza di caratteristiche di pericolo, viene classificato 10.03.24 e avviato di solito a smaltimento o a recupero. Nel gestionale RENTRI la fonderia lo registra come rifiuto prodotto, con quantità legate al numero di colate e al tipo di rottame lavorato.
La produzione di alluminio primario per elettrolisi genera correnti gassose ricche di fluoruri, polveri di allumina e composti di carbonio provenienti dalle celle e dai forni di cottura degli anodi. Il trattamento avviene con scrubber a secco che usano allumina fresca come reagente e con filtri a tessuto a valle.
Gran parte dell'allumina arricchita torna in ciclo, ma una frazione di polveri fini, ceneri e prodotti di reazione non riutilizzabili viene scaricata come rifiuto solido. Quando la caratterizzazione la colloca fuori dalle soglie di pericolo, il codice corretto è 10.03.24. Per uno stabilimento di questa taglia il software per RENTRI serve anche a distinguere in modo netto questa voce dalla 10 03 23*, che compare quando fluoruri o altri contaminanti superano i limiti.
Le aziende di pressofusione tengono l'alluminio liquido in forni fusori e di mantenimento alimentati a gas, spesso con degasaggio e trattamento del bagno con flussanti. L'aspirazione sopra i forni e le stazioni di trattamento metallo raccoglie fumi che contengono ossidi di alluminio, polveri di flussante e residui di lubrificanti da stampo bruciati.
I filtri di reparto, di norma a maniche o a cartucce, producono quantità modeste ma costanti di polveri. Molte officine di pressofusione le conferiscono con il 10.03.24 dopo aver verificato con analisi periodiche che non ricadano nella voce pericolosa. È un rifiuto a bassa frequenza di conferimento, che in un sistema di gestione rifiuti con RENTRI va seguito soprattutto per tenere sotto controllo giacenze e tempi di deposito.