EER 10.03.23*: polveri da trattamento fumi alluminio

10.03.23* · 2026-09-28 · 18:33:47

Codice EER 10.03.23*

rifiuti solidi dal trattamento dei fumi nella metallurgia dell'alluminio

Cosa rientra nel codice EER 10.03.23*, perché porta l'asterisco e quali impianti del ciclo dell'alluminio lo producono. Con indicazioni pratiche sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose

Inquadramento

Il codice 10.03.23* identifica i residui solidi che si formano quando i fumi generati nella metallurgia termica dell'alluminio vengono depurati prima dello scarico in atmosfera. In pratica si tratta delle polveri trattenute dai filtri a maniche, dei sorbenti esausti iniettati a secco (calce, bicarbonato, carbone attivo) e del materiale raccolto nei cicloni e nei condotti di aspirazione.

La voce sta nel capitolo 10, dedicato ai processi termici, e nel sottogruppo 10 03 perché il fumo nasce dai forni fusori, dalle celle elettrolitiche e dai forni di attesa tipici del ciclo dell'alluminio, primario e secondario. La distinzione rispetto ad altri sottogruppi dipende dal metallo lavorato, non dalla tecnica di abbattimento adottata.

L'asterisco segnala un rifiuto pericoloso. Nel caso dell'alluminio le sostanze che portano a questa classificazione sono di solito fluoruri, cloruri, metalli pesanti come piombo, cadmio e zinco, oltre a composti organici clorurati che si formano fondendo rottami con vernici e oli. Il codice ha una voce specchio, 10 03 24, per i residui privi di sostanze pericolose: l'attribuzione richiede quindi una caratterizzazione analitica del rifiuto e non può basarsi solo sull'origine.

Per chi produce queste polveri, la gestione rifiuti con RENTRI passa dalla corretta attribuzione del codice, dalla registrazione dei quantitativi e dalla tracciabilità dei carichi fino al destino finale, che nella maggior parte dei casi è lo smaltimento in discarica per pericolosi, spesso dopo una fase di stabilizzazione.

Fonderia di alluminio secondario

Le fonderie che rifondono rottami di alluminio lavorano un materiale sporco: lattine verniciate, profili con guarnizioni, trucioli imbevuti di emulsioni oleose. Nei forni rotativi e a riverbero queste impurità bruciano e liberano fumi carichi di cloruri, provenienti anche dai sali di copertura, di metalli volatili e di composti organici parzialmente combusti.

L'impianto di abbattimento inietta calce e carbone attivo nel flusso gassoso e trattiene tutto nei filtri a maniche. Le polveri scaricate dalle tramogge dei filtri sono il rifiuto 10.03.23*. Le quantità sono rilevanti e costanti, quindi la fonderia ha bisogno di un gestionale RENTRI che tenga aggiornati i movimenti del deposito e i formulari senza rincorrere i dati a fine mese.

Stabilimento di alluminio primario

Nella produzione primaria l'alluminio si ottiene per elettrolisi dell'allumina in celle con anodi di carbone. I gas che escono dalle celle contengono acido fluoridrico, particolato fluorurato, anidride solforosa e idrocarburi policiclici aromatici derivati dalla pasta anodica.

Il trattamento a secco usa allumina fresca come sorbente: gran parte del materiale arricchito in fluoro torna in processo, ma le frazioni fini che si accumulano nei filtri, le polveri dei condotti e i sorbenti fuori specifica non sono più riutilizzabili. Questi residui, contaminati da fluoruri e IPA, rientrano nel codice 10.03.23*. Lo stabilimento li accumula in big bag o silos dedicati e li registra tra i rifiuti pericolosi, con tracciabilità gestita attraverso un software per RENTRI integrato con la pesatura.

Pressofonderia con forni fusori interni

Le pressofonderie che fondono in casa lingotti e ritorni di produzione hanno forni a gas o a induzione dotati di cappe e sistemi di aspirazione. I fumi trasportano ossidi metallici finissimi, residui dei flussanti a base di cloruri e fluoruri usati per la scorifica e il degasaggio, e prodotti di decomposizione dei distaccanti che aderiscono ai ritorni.

Dove l'aspirazione termina in un filtro a maniche o in un depolveratore a cartucce, la polvere raccolta va caratterizzata. Se le analisi rilevano metalli pesanti o cloruri oltre le soglie, il rifiuto è 10.03.23*. Il volume è minore rispetto a una fonderia secondaria, ma il flusso è regolare e va inserito nella gestione rifiuti con RENTRI insieme a scorie e schiumature.

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