07.03.12 · 2026-09-28 · 15:33:16
Cosa identifica il codice EER 07.03.12, perché è una voce specchio del 07.03.11* e quali attività lo producono. Con note pratiche sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 03 11
Il codice 07.03.12 identifica i fanghi che si formano quando uno stabilimento tratta in loco le proprie acque reflue, all'interno delle produzioni legate a coloranti e pigmenti organici. Sta nel capitolo 07, dedicato ai rifiuti dei processi chimici organici, e nel sottogruppo 07 03, che raccoglie produzione, formulazione, fornitura e uso di coloranti e pigmenti organici, con esclusione di quanto ricade nel 06 11, cioè i pigmenti inorganici.
La voce è una voce specchio. Il 07.03.11* copre i fanghi contenenti sostanze pericolose, il 07.03.12 tutto il resto. Il codice non pericoloso non si assegna per abitudine, ma dopo aver verificato, con analisi o con una conoscenza documentata del processo, che le concentrazioni delle sostanze pericolose restano sotto le soglie previste.
Nella pratica si tratta di fanghi di depurazione chimico-fisica o biologica: residui di coagulazione e flocculazione, fanghi di sedimentazione, pannelli disidratati in filtropressa o centrifuga. Il colore è spesso marcato perché trattengono coloranti residui e pigmenti insolubili, ma il colore da solo non stabilisce la pericolosità.
Il termine "in loco" pesa. Se gli effluenti vengono inviati a un depuratore esterno o consortile, i fanghi non appartengono più al produttore del colorante e ricadono in altri codici, di norma nel capitolo 19. Per chi produce il rifiuto la classificazione si riflette poi nel registro cronologico e nei formulari, oggi gestiti tramite RENTRI.
Chi sintetizza pigmenti azoici, ftalocianine o chinacridoni lavora con reazioni in fase acquosa: diazotazione, copulazione, precipitazione, lavaggi ripetuti del pigmento per togliere sali e reagenti residui. Le acque madri e le acque di lavaggio confluiscono in un impianto di depurazione interno, dove neutralizzazione, coagulazione e sedimentazione separano la frazione solida.
Il fango che ne esce contiene pigmento fine non recuperabile, idrossidi metallici derivati dai coagulanti e sali. Quando le analisi escludono il superamento delle soglie per le sostanze pericolose, il rifiuto prende il codice 07.03.12. In questi impianti i quantitativi sono continui e rilevanti, e un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati pesate, registro e formulari senza riscritture manuali.
Le imprese che trasformano coloranti in preparazioni commerciali, come dispersioni liquide per la carta, soluzioni per il cuoio o granulati per il tessile, non fanno sintesi ma miscelano, macinano, standardizzano e confezionano. Ogni cambio di lotto richiede il lavaggio di dissolutori, mulini a perle, serbatoi e linee di riempimento.
Le acque di lavaggio sono cariche di colorante e di additivi come dispersanti e umettanti. Un piccolo impianto chimico-fisico interno le tratta prima dello scarico e produce fango disidratato, spesso in sacchi filtranti o in una filtropressa di taglia ridotta. Se la caratterizzazione conferma l'assenza di sostanze pericolose sopra soglia, il codice corretto è 07.03.12. La gestione rifiuti con RENTRI parte qui, dalla scheda del rifiuto e dalla frequenza di ritiro.
Chi produce coloranti organici destinati a alimenti, integratori o cosmetici, ad esempio derivati della curcumina, antociani, caramelli o coloranti sintetici autorizzati, opera con standard igienici elevati e con cicli di sanificazione frequenti. Le acque di processo portano residui colorati, zuccheri, solventi alimentari e detergenti.
Il trattamento avviene spesso in un impianto biologico interno, integrato da una fase chimico-fisica. Il fango di supero, addensato e disidratato, è il rifiuto in questione. La natura delle materie prime rende poco probabile il superamento delle soglie di pericolosità, ma la verifica resta necessaria per assegnare il 07.03.12 anziché il 07.03.11*. Un software per RENTRI con anagrafiche già impostate riduce gli errori di codifica sui formulari.