Cosa rientra nel codice EER 07.03.01*, cosa sono le soluzioni acquose di lavaggio e le acque madri della produzione di coloranti e pigmenti organici e quali attività le producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
soluzioni acquose di lavaggio e acque madri
Il codice EER 07.03.01* identifica le soluzioni acquose di lavaggio e le acque madri della produzione, formulazione, fornitura e uso di coloranti e pigmenti organici. Sono liquidi a base d’acqua che hanno lavato reattori e filtri, oppure che restano dopo la precipitazione e la filtrazione del colorante.
In pratica vi rientrano le acque madri di diazotazione e di copula nella sintesi dei coloranti azoici, i lavaggi dei panelli filtranti, le acque di risciacquo dei reattori e le fasi acquose di sali e intermedi. Contengono residui colorati, ammine aromatiche e sottoprodotti di reazione che le rendono rifiuti pericolosi. I coloranti azoici si formano in due passaggi chimici, la diazotazione e la copula, e le acque madri di entrambi conservano residui di ammine e di sali.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 07.03, dedicato ai coloranti e ai pigmenti organici, con l’esclusione dei pigmenti inorganici del capitolo 06. La stessa dicitura compare negli altri sottocapitoli della chimica organica: il codice indica il settore da cui proviene il rifiuto.
L’asterisco segnala la pericolosità: i liquidi vanno raccolti in serbatoi compatibili, non miscelati con rifiuti incompatibili e conferiti a impianti autorizzati al trattamento chimico-fisico o alla termodistruzione. Per un produttore di coloranti, una tintoria industriale o un formulatore di inchiostri, un software per RENTRI che registri le acque in uscita, con volume e destinatario, aiuta a collegarle alla sintesi o al lavaggio da cui derivano.
La sintesi di coloranti e pigmenti organici procede per fasi con ampio uso di acqua: le sospensioni sono filtrate, lavate e condizionate. Le acque di lavaggio e le acque madri portano con sé tracce di colorante, sali e intermedi di reazione.
Le acque vengono raccolte in serbatoi, decolorate dove possibile e inviate a trattamento chimico-fisico o biologico presso impianti autorizzati; i volumi sono rilevanti e dipendono dai cicli di campagna.
Con un gestionale RENTRI il produttore di coloranti registra le acque di lavaggio e le acque madri per reparto e per campagna, con volume e destinatario, e conserva le caratterizzazioni dei serbatoi.
Le tintorie e gli stabilimenti di finissaggio preparano soluzioni di coloranti e lavano i macchinari tra un colore e l’altro. Le acque risultanti, se contengono coloranti con sostanze pericolose, vanno gestite come rifiuto.
I bagni esausti sono raccolti per tipologia di colorante, dopo eventuale pretrattamento, e conferiti a impianti autorizzati; i bagni concentrati si distinguono da quelli di risciacquo.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla tintoria industriale di collegare i bagni esausti ai lotti di tessuto tinto, e di tenerli separati per tipologia di colorante.
Chi formula inchiostri e vernici a partire da pigmenti organici lava miscelatori, mulini e serbatoi con acqua e detergenti. L’acqua di lavaggio trascina pigmenti, resine e additivi ed è un rifiuto pericoloso.
Le acque di lavaggio si raccolgono in cisterne dedicate, si fanno decantare per separare i solidi e si avviano a depurazione esterna; in alcuni casi un impianto interno permette di ridurre i volumi di rifiuto.
Un software per RENTRI aiuta il formulatore di inchiostri e vernici colorate a registrare le acque di lavaggio di miscelatori e mulini, con il volume, la data e la ditta che le prende in carico.