07.03.09* · 2026-09-28 · 15:28:50
Cosa rientra nel codice EER 07.03.09*, perché sta tra i rifiuti dei coloranti e pigmenti organici e quali attività lo generano. Con una nota pratica sulla gestione rifiuti con RENTRI.
residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati
Il codice EER 07.03.09* raccoglie due famiglie di materiale che escono dalle fasi di separazione e pulizia dei processi legati ai coloranti e pigmenti organici: i residui di filtrazione, cioè pannelli, cartucce, tele, coadiuvanti come farina fossile e fanghi trattenuti sui filtri, e gli assorbenti esauriti, come argille attive, carboni, terre decoloranti o granulati usati per fermare sversamenti e ripulire le linee. Il tratto che separa questo codice dal gemello 07.03.10 è la presenza di composti alogenati: solventi clorurati, intermedi bromurati o clorurati, pigmenti con anelli sostituiti da alogeni.
La collocazione nel capitolo 07 dipende dall'origine, i processi chimici organici. Il sottogruppo 07 03 restringe il campo alla produzione, formulazione, fornitura e uso di coloranti e pigmenti organici, con esclusione dei pigmenti inorganici che stanno nel 06 11.
L'asterisco segnala un rifiuto pericoloso per natura: l'attribuzione del codice non dipende da soglie di concentrazione, anche se la caratterizzazione resta utile per definire le caratteristiche di pericolo HP e scegliere l'impianto di destino. In pratica significa deposito temporaneo separato, etichettatura, imballaggi idonei e tracciabilità completa. È qui che una gestione rifiuti con RENTRI ordinata, con registro cronologico e formulari digitali allineati, evita confusioni tra i due codici e permette di ricostruire la storia di ogni partita senza ricorrere a fogli sparsi.
Chi produce coloranti azoici, ftalocianine o pigmenti chinacridonici lavora spesso con intermedi clorurati, come dicloroanilina o dicloro benzidina, e con solventi quali clorobenzene o diclorometano. A fine reazione il prodotto viene separato su filtropressa, filtro Nutsche o centrifuga, e i pannelli residui, le tele e la farina fossile restano impregnati di solvente e di sottoprodotti alogenati.
Lo stesso vale per il carbone attivo usato per decolorare le acque madri prima del recupero. Per questi flussi il codice corretto è il 07.03.09*, non il 07.03.10, e la distinzione va fissata già nella scheda di caratterizzazione. Un gestionale RENTRI con anagrafiche impostate per reparto aiuta a non confondere le due voci al momento del carico.
Le aziende che disperdono pigmenti in resine e solventi per produrre inchiostri da stampa, concentrati colore o paste per plastica filtrano ogni lotto prima del confezionamento. Cartucce, sacchi filtranti e setacci trattengono agglomerati di pigmento e residui del veicolo; se la formula contiene solventi o additivi alogenati, quel materiale ricade nel 07.03.09*.
Anche gli assorbenti entrano in gioco: segatura, granulato minerale e panni usati per raccogliere gocciolamenti di pigmenti clorurati o per bonificare una perdita sotto il dissolutore diventano assorbenti esauriti alogenati. Il deposito temporaneo va tenuto distinto dagli scarti non alogenati, e la registrazione periodica dei carichi in un software per RENTRI riduce il rischio di dimenticare piccole quantità sparse tra più linee.
Un laboratorio interno o conto terzi che sviluppa ricette colore e verifica i lotti di coloranti produce quantità ridotte ma continue di questo rifiuto. Filtri a siringa, carta da filtro, cartucce per HPLC e lettini di gel di silice escono impregnati di cloroformio, diclorometano o campioni di pigmenti alogenati usati nelle prove di solubilità e cromatografia.
Si aggiungono i tappetini assorbenti da banco e la vermiculite usata per contenere versamenti di solventi clorurati. Anche in piccoli volumi la classificazione è 07.03.09*, con contenitori dedicati e chiusi. Il laboratorio, che spesso lavora con decine di codici diversi, trae vantaggio da una gestione rifiuti con RENTRI centralizzata, dove i movimenti del deposito e i formulari restano collegati al codice giusto senza doppie trascrizioni.