07.03.03* · 2026-09-28 · 15:23:11
Il codice EER 07.03.03* identifica i solventi organici alogenati, le soluzioni di lavaggio e le acque madri prodotti nella filiera dei coloranti e dei pigmenti organici. Cosa contiene, chi lo produce e come si inserisce nella gestione rifiuti con RENTRI.
solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio e acque madri
Il codice 07.03.03* raccoglie i solventi organici alogenati, le soluzioni di lavaggio e le acque madri che escono dai processi di produzione, formulazione, fornitura e uso di coloranti e pigmenti organici. Si tratta di liquidi, quasi sempre miscele, in cui la frazione organica contiene cloro, bromo o fluoro legati alla catena carboniosa: diclorometano, cloroformio, tricloroetilene, clorobenzeni e composti affini.
Le acque madri sono la fase liquida che resta dopo la cristallizzazione o la filtrazione del prodotto e trattengono solvente, reagenti non convertiti, sottoprodotti e tracce del colorante. Le soluzioni di lavaggio nascono dalla pulizia di reattori, filtri, essiccatori e linee di trasferimento, e trascinano residui di pigmento insieme al solvente.
Il rifiuto sta nel capitolo 07 perché deriva da chimica organica, e nel sottogruppo 07 03 perché l'origine è la filiera dei coloranti e pigmenti organici, esclusi i pigmenti inorganici del 06 11. La distinzione dal 07.03.04* dipende dalla natura del solvente: alogenato qui, non alogenato là. Un'analisi del contenuto di alogeni organici è il modo più affidabile per scegliere il codice.
L'asterisco indica un rifiuto pericoloso in assoluto, senza soglie di concentrazione da verificare. Questo pesa su deposito, etichettatura, trasporto e destino finale, di norma incenerimento con trattamento dei fumi o rigenerazione quando la miscela lo consente. Sul piano documentale la tracciabilità passa dal RENTRI, e un gestionale RENTRI serve a tenere allineati registro, formulari e giacenze.
È il produttore tipico del 07.03.03*. La sintesi di coloranti azoici, antrachinonici o ftalocianinici passa per reazioni condotte in solvente, e quando il mezzo di reazione è clorurato, per esempio diclorometano o clorobenzene, la fase liquida separata a fine ciclo diventa acqua madre alogenata. Il prodotto viene filtrato o centrifugato, il liquido residuo va in serbatoio dedicato.
A ogni cambio di lotto i reattori e le linee vengono lavati, spesso con lo stesso solvente di processo, e i lavaggi confluiscono nello stesso flusso. Volumi elevati e continuità di produzione rendono utile un software per RENTRI che registri carichi e scarichi senza ricostruzioni a posteriori.
I laboratori interni alle aziende di coloranti, o quelli esterni che lavorano su commessa, usano solventi alogenati per estrazioni, cromatografia, determinazione di purezza e prove di solubilità. Il cloroformio e il diclorometano sono ancora frequenti nella preparazione dei campioni e nella pulizia della vetreria.
Le quantità sono piccole, qualche tanica al mese, ma il rifiuto è lo stesso del reparto produttivo: miscele di solvente clorurato, colorante disciolto e residui di reagenti, raccolte in contenitori separati dagli altri solventi. Il problema pratico è la molteplicità di flussi diversi in poco spazio, e qui una gestione rifiuti con RENTRI ordinata evita errori di attribuzione tra codici vicini.
Chi acquista pigmenti in polvere e li trasforma in dispersioni, paste concentrate o preparazioni pronte per l'uso rientra nella voce fornitura e formulazione del sottogruppo 07 03. Le operazioni di miscelazione, macinazione e travaso richiedono la pulizia di mulini, dissolutori e fusti, e dove si usano solventi clorurati per sciogliere residui tenaci nascono soluzioni di lavaggio alogenate.
Il distributore che ricondiziona confezioni o gestisce resi e partite fuori specifica può trovarsi con lotti di solvente contaminato da pigmento da smaltire come 07.03.03*. La frequenza è irregolare e proprio per questo conviene appoggiarsi a un gestionale RENTRI che ricordi scadenze e tenga traccia dei movimenti.