07.03.11* · 2026-09-28 · 15:31:56
Il codice EER 07.03.11* copre i fanghi da trattamento in loco degli effluenti con sostanze pericolose nel settore dei coloranti e pigmenti organici. Cosa comprende, chi lo produce e come si registra con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose
Il codice 07.03.11* identifica i fanghi che si formano quando gli effluenti liquidi di uno stabilimento vengono depurati direttamente in sito, prima dello scarico o dell'invio a un impianto esterno. Il riferimento al trattamento in loco è il punto centrale: il rifiuto nasce nell'impianto di depurazione aziendale, non in un depuratore consortile o pubblico.
La collocazione nel capitolo 07 dipende dall'origine chimica organica del processo. Il sottogruppo 07 03 riguarda produzione, formulazione, fornitura e uso di coloranti e pigmenti organici, con l'esclusione del 06 11, che copre i pigmenti inorganici. Le acque di questi cicli trasportano residui di intermedi, solventi, sali, metalli usati come catalizzatori o complessanti e frazioni di colorante non fissato. La chiariflocculazione e il trattamento biologico concentrano tutto questo nel fango.
L'asterisco indica che il codice è pericoloso e si applica quando il fango contiene sostanze pericolose oltre le soglie di classificazione. La caratterizzazione analitica non è un passaggio formale: se le concentrazioni restano sotto soglia, il codice corretto è la voce specchio 07.03.12. Chi gestisce lo stabilimento deve quindi disporre di analisi aggiornate e tenerne conto nella compilazione del registro cronologico, oggi tenuto tramite RENTRI, dove ogni movimentazione del fango va annotata con codice, quantità e caratteristiche di pericolo.
La sintesi di coloranti azoici passa per diazotazione e copulazione in fase acquosa, seguite da salatura, filtrazione e lavaggio del prodotto. Le acque madri e le acque di lavaggio contengono ammine aromatiche residue, sali, nitriti non reagiti e colorante disciolto.
Lo stabilimento le tratta nel proprio impianto chimico fisico, spesso con una fase di ossidazione o di adsorbimento su carbone. La chiariflocculazione produce un fango colorato che concentra i composti organici e i metalli eventualmente presenti. Quando le analisi confermano il superamento delle soglie, il fango viene classificato 07.03.11* e caricato come tale nel registro tenuto tramite RENTRI, con il peso in uscita verificato a ogni carico.
Il finissaggio trasforma il pigmento grezzo in un prodotto con granulometria e tono controllati: macinazione a umido, trattamento superficiale con resine o tensioattivi, filtrazione e lavaggio in controcorrente. Ogni fase produce acque cariche di particelle fini di pigmento, additivi e residui dei solventi impiegati nella ricristallizzazione.
L'impianto di depurazione interno separa il solido per flocculazione e sedimentazione, poi lo disidrata con filtropressa. Il pannello risultante è il fango a cui si applica il codice 07.03.11* se contiene sostanze pericolose, per esempio pigmenti a base di complessi metallici o tracce di solventi clorurati. Un gestionale RENTRI collegato alla pesa semplifica la registrazione dei carichi e la successiva emissione dei formulari.
Chi acquista coloranti base per miscelarli, standardizzarli e confezionarli su specifica del cliente lavora con miscelatori, serbatoi di dispersione e linee di riempimento. A ogni cambio di lotto le apparecchiature vanno lavate, e le acque di risciacquo portano con sé colorante concentrato, disperdenti e biocidi aggiunti alle formulazioni liquide.
Molti di questi siti hanno un piccolo impianto di trattamento con neutralizzazione e flocculazione, necessario per rispettare i limiti allo scarico. Il fango che si accumula nel decantatore rientra nel 07.03.11* quando le analisi rilevano sostanze pericolose. Anche con volumi modesti, la gestione rifiuti con RENTRI richiede la registrazione puntuale di ogni movimentazione, e un software per RENTRI riduce gli errori di trascrizione tra pesa, registro e formulario.