Cosa rientra nel codice EER 04.02.20, perché i fanghi del trattamento in loco degli effluenti dell’industria tessile privi di sostanze pericolose non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 19
Il codice EER 04.02.20 identifica i fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti dell’industria tessile quando non contengono sostanze pericolose. Sono i fanghi biologici e di chiarificazione della depurazione delle acque reflue tessili, privi di contaminazione pericolosa.
In pratica vi rientrano i fanghi biologici del depuratore tessile, i fanghi di chiarificazione e sedimentazione dei reflui di lavaggio e finissaggio privi di sostanze pericolose e i fanghi disidratati non contaminati. È materiale della depurazione, distinto dai fanghi pericolosi. Un depuratore ben gestito separa i flussi pericolosi da quelli più semplici, e il fango dei secondi ha caratteristiche stabili e prevedibili.
È la versione non pericolosa dei fanghi di depurazione tessili e va tenuta distinta da quelli contenenti sostanze pericolose (04.02.19*).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, a condizione che la caratterizzazione escluda la presenza di sostanze pericolose: è questa la differenza con il 04.02.19*. La destinazione dipende dalla natura del fango e può essere il recupero agronomico, l’industria dei laterizi o lo smaltimento. Per un’industria tessile con depuratore o per un impianto di recupero, un software per RENTRI che registri i fanghi non pericolosi in uscita, con peso e analisi, aiuta a sostenere la differenza con la voce pericolosa.
Un’industria tessile che depura in loco le acque reflue, soprattutto da lavaggi e finiture in base acqua, produce fanghi biologici e di chiarificazione privi di sostanze pericolose.
Il fango va disidratato e avviato a recupero o smaltimento in base alla caratterizzazione, tenendolo distinto dai fanghi pericolosi di tintoria. I volumi dipendono dal carico dei reflui.
Con un gestionale RENTRI l’industria tessile registra le uscite di fango biologico per periodo, con peso e destinatario, e conserva le caratterizzazioni che escludono sostanze pericolose.
Un depuratore tessile che separa i flussi di reflui può produrre fanghi privi di sostanze pericolose dalle lavorazioni non interessate da coloranti o chimici pericolosi.
La gestione prevede la disidratazione e l’avvio a recupero o smaltimento, con la caratterizzazione a confermare l’assenza di pericolosità. La separazione dei flussi migliora la gestione complessiva.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al depuratore con separazione dei flussi di collegare i fanghi alle linee di provenienza, e di documentare l’efficacia della separazione.
Un impianto che recupera i fanghi tessili privi di sostanze pericolose li avvia a compostaggio, recupero agronomico o industria dei laterizi, in base alla loro natura. Il fango non pericoloso è una delle materie prime di questo recupero.
La verifica della provenienza e della caratterizzazione del materiale in ingresso è essenziale per indirizzarlo al recupero corretto. I volumi dipendono dalle industrie servite.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di recupero dei fanghi tessili a registrare ogni carico con il produttore e l’analisi, e a seguire la quota avviata al compostaggio o al recupero industriale.