EER 04.02.20: fanghi tessili e gestione con RENTRI

04.02.20 · 2026-09-28 · 13:24:56

Codice EER 04.02.20

fanghi da trattamento effluenti tessili e gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 04.02.20 copre i fanghi non pericolosi prodotti dalla depurazione in loco delle acque di processo tessili. Cosa contiene la voce, come si distingue dalla 04.02.19* e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 19

Inquadramento

Il codice EER 04.02.20 identifica i fanghi che si formano quando un'azienda tessile depura in loco le proprie acque di processo. Il trattamento degli effluenti, con fasi di sedimentazione, flocculazione, ossidazione biologica o chimico-fisica, separa dall'acqua una frazione solida ricca di fibre, coloranti residui, tensioattivi, ausiliari di tintura e finissaggio. Quella frazione, disidratata o meno, è il fango a cui si applica questa voce.

La collocazione nel capitolo 04, dedicato a pelli, pellicce e industria tessile, e nel sottogruppo 04 02, rifiuti dell'industria tessile, dipende dall'origine del rifiuto e non dalla sua composizione. Il fango di una tintoria è diverso da quello di un depuratore consortile perché nasce dentro lo stabilimento, da lavorazioni specifiche e da un impianto dedicato.

La 04.02.20 è una voce a specchio: la gemella è la 04.02.19*, riservata ai fanghi contenenti sostanze pericolose. Il produttore deve quindi verificare, con analisi di laboratorio o con la conoscenza del processo e delle schede di sicurezza dei prodotti impiegati, che il fango non ricada nella voce pericolosa. Solo dopo può attribuire il codice non pericoloso.

Sul piano documentale la classificazione corretta pesa sulla tenuta del registro cronologico e sulle trasmissioni al RENTRI. Un gestionale RENTRI che riporta descrizione ufficiale, stato fisico e assenza di caratteristiche di pericolo aiuta a mantenere coerenza tra rapporto di prova, registro e formulario.

Tintoria industriale di filati e tessuti

La tintoria lavora con bagni acquosi caricati di coloranti, sali, alcali, acidi e ausiliari di tintura. A fine ciclo i bagni esausti e le acque di risciacquo confluiscono nel depuratore aziendale, dove la flocculazione e la sedimentazione trattengono il colore e la frazione solida.

Il fango che si accumula nei sedimentatori e nelle filtropresse è il rifiuto 04.02.20, a patto che i controlli sui metalli dei coloranti e sugli altri parametri escludano la pericolosità. Molte tintorie producono quantità costanti tutto l'anno, per cui la registrazione periodica dei conferimenti tramite un software per RENTRI riduce gli errori di trascrizione.

Lanificio con reparto di lavaggio della lana

Il lavaggio della lana sucida rimuove lanolina, terra, sudore e residui vegetali con acqua calda e detergenti. L'acqua che ne risulta ha un carico organico molto alto e viene di norma trattata in stabilimento con grigliatura, flottazione e digestione biologica prima dello scarico.

La frazione separata, composta da grasso residuo, particelle di suolo e fibre corte, forma un fango denso che il lanificio classifica come 04.02.20 dopo aver escluso la presenza di pesticidi o altri contaminanti sopra soglia. Il volume dipende dalla stagionalità delle partite di lana, quindi il registro cronologico mostra picchi da gestire con attenzione nelle trasmissioni al RENTRI.

Stamperia tessile

La stamperia applica paste di stampa a base di pigmenti, addensanti e leganti, poi fissa il disegno e lava il tessuto per eliminare l'eccesso. Il lavaggio dei cilindri, dei quadri serigrafici e dei tessuti stampati produce acque colorate con residui di addensante che intasano gli scarichi se non trattate.

L'impianto interno chimico-fisico coagula pigmenti e polimeri e li separa come fango palabile. Se le paste utilizzate non contengono componenti classificati pericolosi in quantità rilevanti, il fango rientra nel codice 04.02.20. La stamperia deve conservare le schede tecniche dei prodotti come supporto della classificazione, allegandole nella gestione rifiuti con RENTRI insieme ai rapporti di prova.

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