04.02.19* · 2026-09-28 · 13:23:46
Il codice EER 04.02.19* copre i fanghi pericolosi prodotti dalla depurazione interna delle acque reflue tessili. Cosa contiene, quando scatta l'asterisco e come tracciarlo nella gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose
Il codice EER 04.02.19* identifica i fanghi che si formano quando un'azienda tessile depura in proprio le acque reflue di processo, prima dello scarico in fognatura o in corpo idrico. Il termine "in loco" è decisivo: il fango nasce nell'impianto interno allo stabilimento, non in un depuratore consortile o pubblico, e per questo resta nel capitolo 04, dedicato a pelli, pellicce e industria tessile, nel sottogruppo 04 02 riservato al comparto tessile.
Le acque di tintoria, finissaggio, stampa e lavaggio trascinano coloranti, tensioattivi, metalli, solventi e residui di ausiliari chimici. Nella fase di chiarificazione, flocculazione o trattamento biologico questi composti si concentrano nel fango. Se le analisi rilevano sostanze pericolose in concentrazioni tali da attribuire una o più caratteristiche di pericolo HP, il rifiuto va classificato con l'asterisco, cioè 04.02.19*. In caso contrario si usa la voce speculare 04.02.20.
Si tratta quindi di una voce a specchio e richiede una caratterizzazione analitica documentata, non una scelta di comodo. La pericolosità incide sul deposito temporaneo, sugli imballaggi, sul trasporto in ADR quando applicabile e sulla tracciabilità. Con il passaggio al RENTRI, registro e formulari digitali rendono ancora più visibile la coerenza tra codice attribuito, analisi e destino finale.
Una tintoria consuma grandi volumi d'acqua per bagni di tintura, risciacqui e neutralizzazioni. Gli scarichi contengono coloranti reattivi, dispersi o al cromo, sali, acidi, alcali e ausiliari come sequestranti e leviganti.
Dove esiste un impianto di depurazione interno, di solito un chimico-fisico seguito da un biologico, i reattivi flocculanti trascinano sul fondo dei sedimentatori una massa fangosa che concentra metalli pesanti, residui di coloranti e composti organici alogenati. Quando l'analisi conferma la presenza di sostanze pericolose oltre soglia, il fango disidratato in filtropressa esce come 04.02.19*.
La quantità è rilevante e continua, e un gestionale RENTRI aiuta a registrare carichi e scarichi senza disallineamenti tra pesate e formulari.
Le stamperie, sia serigrafiche a quadro che digitali, lavano cilindri, quadri, racle e teste di stampa a fine turno. Le acque raccolgono paste di stampa, pigmenti, leganti acrilici, urea, addensanti e, nelle linee più datate, solventi per la pulizia.
Il trattamento in loco separa i solidi sospesi e abbatte il carico organico; ne deriva un fango denso, spesso colorato, che intrappola pigmenti a base metallica e residui di resine. Se la caratterizzazione evidenzia sostanze pericolose, la voce corretta è 04.02.19*.
La produzione è discontinua e legata ai cambi lavoro, quindi il deposito temporaneo va tenuto sotto controllo con date e quantità precise, un compito che la gestione rifiuti con RENTRI rende tracciabile giorno per giorno.
Nella nobilitazione i tessuti passano per candeggio, mercerizzo, trattamenti antipiega, idrorepellenti, ignifughi e ammorbidenti. Ogni fase rilascia in acqua ipoclorito o perossidi, soda, resine a base di formaldeide, composti fluorurati e siliconi.
L'impianto di depurazione interno concentra questi composti nel fango di supero e nei residui di flocculazione. La presenza di formaldeide, PFAS o composti organici alogenati porta con frequenza alla classificazione come 04.02.19*, e le analisi periodiche servono a verificarlo, non a presumerlo.
Chi usa un software per RENTRI ha interesse a collegare il referto analitico alla scheda del rifiuto, così da avere codice, caratteristiche di pericolo e destino sempre allineati alla realtà dello stabilimento.