04.02.10 · 2026-09-28 · 13:16:57
Il codice EER 04.02.10 identifica il materiale organico proveniente da prodotti naturali, come grasso e cera, che i processi tessili separano dalle fibre. Origine, attività che lo producono e annotazione nel registro tramite software per RENTRI.
materiale organico proveniente da prodotti naturali (ad es. grasso, cera)
Il codice EER 04.02.10 raccoglie le sostanze organiche che le fibre naturali portano con sé dall'origine animale o vegetale e che i processi tessili devono rimuovere prima della filatura, della tintura o del finissaggio. La descrizione ufficiale cita grasso e cera come esempi: il caso più noto è il grasso di lana, che il lavaggio della lana sucida separa in quantità rilevanti, ma rientrano nella stessa voce le cere del cotone e del lino eliminate con la purga e la sericina tolta alla seta con la sgommatura.
La collocazione nel capitolo 04, riservato alla lavorazione di pelli, pellicce e industria tessile, e nel sottogruppo 04.02 dipende dall'origine del rifiuto, non dalla sua natura chimica. Un grasso simile prodotto da una macelleria avrebbe un codice diverso. Per attribuire correttamente il 04.02.10 serve quindi verificare che il materiale derivi da un ciclo tessile e da prodotti naturali, non da ausiliari di sintesi come oli di filatura o appretti sintetici, che hanno voci proprie all'interno dello stesso sottogruppo.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco. Resta comunque un rifiuto da descrivere con la dicitura ufficiale nel registro cronologico e, per chi opera con il RENTRI, nelle annotazioni compilate tramite un software per RENTRI. Il codice accompagna il materiale fino all'impianto di destinazione, sia che finisca a recupero, per esempio per l'estrazione di lanolina, sia che venga smaltito.
La lana appena tosata contiene una quota consistente di grasso naturale, insieme a sudore secco e terra. Il lavaggio in vasche con acqua calda e detergenti la porta allo stato di lana lavata e separa il grasso, che si concentra nei bagni esausti e nei fanghi di flottazione o di centrifugazione. Il materiale grasso raccolto a monte della depurazione è il rifiuto tipico del 04.02.10.
Un lanificio che tratta lotti diversi vede variare molto le quantità, perché la lana di certe razze è più grassa di altre. Chi tiene il registro con un gestionale RENTRI registra questo codice in modo ricorrente, spesso con avvio a recupero per l'estrazione di lanolina.
Il filo di seta grezza è rivestito di sericina, una proteina naturale che lo rende rigido e opaco. La sgommatura in bagni alcalini o con saponi la scioglie e libera la fibroina, che poi va in tintura. La sericina separata dai bagni, insieme a residui cerosi e grassi presenti sul bozzolo, costituisce materiale organico da prodotti naturali e ricade nel codice 04.02.10.
Anche la torcitura e la preparazione della seta possono generare piccole quantità dello stesso residuo. Nel registro compilato con un software per RENTRI il setificio riporta il codice con la descrizione ufficiale, indicando il reparto di origine se il sistema interno di tracciabilità lo prevede.
Le fibre vegetali arrivano in tintoria con cere naturali, pectine e residui di semi che ostacolano la bagnabilità e la resa dei coloranti. La purga alcalina e il candeggio rimuovono queste sostanze, che si accumulano nei bagni di preparazione e nei residui trattenuti dai filtri a monte dell'impianto di depurazione.
La frazione organica di origine vegetale così separata è attribuibile al 04.02.10, distinta dagli appretti sintetici e dagli oli di filatura che rientrano in altre voci del sottogruppo. La tintoria che organizza la gestione rifiuti con RENTRI tiene separate le due tipologie in fase di deposito, così che l'annotazione nel registro rispecchi il rifiuto realmente prodotto.