04.02.09 · 2026-09-28 · 13:15:41
Il codice EER 04.02.09 copre gli scarti tessili in cui fibra e polimero formano un unico materiale: tessuti spalmati, gomma-tela, fibre impregnate. Chi lo produce, come si classifica e come tracciarlo con un software per RENTRI.
rifiuti da materiali compositi (fibre impregnate, elastomeri, plastomeri)
Il codice 04.02.09 raccoglie gli scarti che nascono quando una fibra tessile viene combinata in modo stabile con una matrice polimerica. La descrizione ufficiale cita tre famiglie: fibre impregnate, cioè tessuti o filati saturati con resine o lattici; elastomeri, cioè gomme naturali o sintetiche accoppiate a un supporto tessile; plastomeri, cioè materie plastiche come PVC o poliuretano spalmate o laminate sul tessuto. Il risultato è un materiale in cui le due componenti non si separano più con mezzi semplici, e questo è il tratto che lo distingue dagli scarti di sola fibra o di sola plastica.
Il codice sta nel capitolo 04, dedicato alla lavorazione di pelli, pellicce e industria tessile, e nel sottogruppo 04.02 perché il rifiuto ha origine nel ciclo produttivo tessile: spalmatura, accoppiatura, gommatura, calandratura, taglio di tessuti tecnici. Non conta la destinazione d'uso del prodotto finito, conta il processo che genera lo scarto.
Il 04.02.09 è classificato come non pericoloso e non ha una voce speculare con asterisco. Questo non toglie che il rifiuto vada descritto in modo corretto nei registri e nei formulari. Chi tiene il registro sul RENTRI associa al codice una descrizione coerente con la lavorazione, indica lo stato fisico e conserva la tracciabilità dei movimenti. Un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati codice, descrizione e quantità tra registro cronologico e formulario, ed evita che lo stesso scarto venga attribuito una volta al tessile e una volta alla plastica.
La spalmatura deposita su un tessuto di base uno strato di PVC, poliuretano o altra resina; l'accoppiatura unisce a caldo o con adesivo due o più strati, spesso un tessuto e una pellicola. In entrambi i casi le teste e le code di pezza, i bordi rifilati, gli avviamenti di linea e le partite fuori tolleranza sono materiale composito a tutti gli effetti: la fibra non si separa più dalla matrice.
Questi scarti finiscono nel 04.02.09 perché nascono dentro il ciclo tessile e non da una lavorazione della plastica. Con un software per RENTRI si registrano per lotto e per linea, e si tiene traccia dei quantitativi conferiti al recupero o allo smaltimento senza ricostruire i dati a fine mese.
Nastri trasportatori, cinghie, membrane e guarnizioni telate nascono da tessuti di poliestere, nylon o cotone impregnati con mescole di gomma e poi vulcanizzati. La fase di confezionamento genera ritagli di tela gommata, sfridi di taglio dei rotoli, campioni di prova e pezzi scartati al collaudo.
Dopo la vulcanizzazione l'elastomero e la fibra formano un unico corpo, quindi lo scarto rientra tra i rifiuti da materiali compositi con elastomeri del 04.02.09. Per queste imprese la gestione rifiuti con RENTRI passa dal registro cronologico di carico e scarico: ogni movimentazione va ricondotta al codice corretto e a una descrizione che citi la natura telata del materiale.
Chi taglia e salda teloni per autotrasporto, tensostrutture, coperture agricole o tende da sole lavora quasi sempre tessuti spalmati in PVC o acrilico. Il taglio a misura dei rotoli lascia strisce, angoli e ritagli non riutilizzabili, a cui si aggiungono i teli difettosi, gli avanzi di rotolo a fine commessa e i campionari dismessi.
Si tratta di plastomero su supporto tessile, dunque 04.02.09 e non un codice della plastica. Un gestionale RENTRI con anagrafica dei codici già impostata riduce gli errori di attribuzione, soprattutto nelle piccole confezioni dove la stessa persona segue produzione e adempimenti.