Cosa rientra nel codice EER 04.01.08, perché i rifiuti di cuoio conciato contenente cromo come scarti, ritagli e polveri non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti di cuoio conciato (scarti, cascami, ritagli, polveri di lucidatura) contenenti cromo
Il codice EER 04.01.08 identifica i rifiuti di cuoio già conciato che contiene cromo: scarti, cascami, ritagli e polveri di lucidatura prodotti nelle fasi di rifinizione e di lavorazione del cuoio conciato al cromo. È il cuoio di scarto, non il liquido o il fango.
In pratica vi rientrano i ritagli e gli sfridi di cuoio conciato al cromo, i cascami della rasatura e della spaccatura, le polveri di smerigliatura e lucidatura e gli scarti di taglio del cuoio. È materiale solido fibroso contenente cromo trivalente, prodotto in volumi rilevanti. Il cuoio conciato al cromo non si decompone facilmente, e per questo i suoi ritagli sono più adatti al riciclo industriale che allo smaltimento.
Pur contenendo cromo, è classificata come non pericolosa in quanto riferita al cromo trivalente; va tenuta distinta dai liquidi di concia (04.01.04) e dai fanghi (04.01.06), e dagli scarti di confezionamento e finitura (04.01.09).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, in quanto riferito al cromo trivalente del cuoio; la destinazione tipica è il recupero, per esempio la produzione di cuoio rigenerato, l’estrazione di collagene e gelatina o altri reimpieghi, oppure lo smaltimento. Per una conceria, un produttore di articoli in pelle o un impianto di cuoio rigenerato, un gestionale RENTRI che registri i ritagli e le polveri in uscita, con peso e destinatario, aiuta a tenere distinti i due flussi.
Una conceria che rifinisce il cuoio conciato al cromo produce ritagli, cascami di rasatura e spaccatura e polveri di smerigliatura contenenti cromo trivalente. È un flusso solido abbondante delle fasi di rifinizione.
Il materiale va raccolto distinguendo i ritagli dalle polveri, e avviato a recupero, per esempio verso il cuoio rigenerato o l’estrazione di collagene, oppure a smaltimento. Le polveri vanno gestite evitando la dispersione.
Con un software per RENTRI la conceria registra le uscite di ritagli e di polveri di smerigliatura per periodo, con peso e destinatario, e annota la quota avviata al cuoio rigenerato.
Un’azienda che produce calzature, pelletteria o articoli in cuoio conciato al cromo genera ritagli e sfridi di taglio in grandi quantità. Questi scarti di cuoio al cromo rientrano in questo codice.
I ritagli vanno raccolti e avviati a recupero, spesso verso la produzione di cuoio rigenerato, tenendoli distinti dagli altri rifiuti di lavorazione. La separazione alla fonte ne migliora la valorizzazione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al calzaturificio o alla pelletteria di collegare i ritagli di taglio alle commesse, e di tenere i documenti dei ritiri verso gli impianti di rigenerazione.
Un impianto che produce cuoio rigenerato riceve ritagli e cascami di cuoio conciato al cromo dalle concerie e dai pelletttieri per macinarli e ricomporli in nuovi materiali. Lo scarto di cuoio è la materia prima di questo recupero.
La qualità e la provenienza del materiale in ingresso incidono sul risultato; l’impianto verifica la tipologia di conciatura e la composizione dei conferimenti.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di cuoio rigenerato a registrare ogni carico con il produttore e il tipo di concia, e a collegare il prodotto ottenuto ai lotti ricevuti.