04.01.03* · 2026-09-28 · 13:06:16
Il codice EER 04.01.03* copre i residui solidi o pastosi dei bagni di sgrassatura a solvente usati nella lavorazione di pelli e pellicce. Cosa contiene, chi lo produce e come si inquadra nella gestione rifiuti con RENTRI.
bagni di sgrassatura esauriti contenenti solventi senza fase liquida
Il codice 04.01.03* identifica quello che resta dei bagni usati per sgrassare le pelli con solventi organici, una volta che il bagno ha perso efficacia e la frazione liquida è stata separata, recuperata o distillata. Il rifiuto ha consistenza pastosa o solida: grassi animali estratti e poi concentrati, peli e frammenti di derma, residui di fondo colonna, solvente trattenuto nella matrice.
La sgrassatura è un passaggio tipico delle pelli ovine e caprine, che hanno un contenuto naturale di grasso elevato e non accettano bene la concia senza questa fase. In alternativa ai tensioattivi in acqua si impiegano solventi come percloroetilene o idrocarburi alifatici, da cui la voce dedicata nel capitolo 04, sottogruppo 04.01, riservato alla lavorazione di pelli e pellicce.
La precisazione senza fase liquida serve a distinguere questo rifiuto dagli effluenti veri e propri: il solvente libero è già stato allontanato, ma la massa resta impregnata e per questo il codice porta l'asterisco. Ne derivano contenitori chiusi, stoccaggio separato dai rifiuti non pericolosi, formulario e registro con la caratteristica di pericolo attribuita in base alle analisi.
Per chi tiene la tracciabilità con un gestionale RENTRI la classificazione corretta a monte è il punto che evita rettifiche successive: il codice con asterisco condiziona il deposito, il trasporto e il destino, che passa da impianti autorizzati al trattamento di rifiuti pericolosi.
Le concerie che lavorano pelli di pecora e capra hanno la sgrassatura come fase obbligata prima del piclaggio e della concia. Quando l'impianto usa solventi, il bagno gira in macchine chiuse simili a lavasecco industriali e viene rigenerato per distillazione. Nel bollitore si accumulano grasso, peli, sale residuo e una quota di solvente che non si riesce a strappare.
Questo fondo di distillazione, svuotato a intervalli, è il tipico 04.01.03*. La conceria lo raccoglie in fusti metallici o cisternette chiuse, lo analizza per attribuire le caratteristiche di pericolo e lo registra nel gestionale RENTRI insieme ai fanghi con cromo e agli altri rifiuti di reparto, tenendo distinte le partite per codice e stoccaggio.
Nella preparazione delle pellicce il pelo deve restare integro e il derma va alleggerito dal grasso senza aggredire la fibra. Per questo molti laboratori lavorano a secco con solventi in botti rotanti, spesso combinati con segatura o farine assorbenti che raccolgono il grasso estratto.
Al termine del ciclo la segatura impregnata, i residui di fondo botte e il concentrato dei separatori costituiscono un rifiuto senza fase liquida ma carico di solvente, quindi 04.01.03*. Sono volumi piccoli rispetto a una conceria, ma con frequenza irregolare, legata alle stagioni. Un software per RENTRI aiuta a non perdere i movimenti di carico di un rifiuto pericoloso prodotto in modo discontinuo, con quantità e date da riportare correttamente.
Gli impianti che acquistano pelli grezze salate e le portano allo stadio di pickel o wet blue per rivenderle ad altre concerie svolgono le fasi di riviera, calcinazione e, per le pelli ovine, la sgrassatura. In questi stabilimenti la sgrassatura a solvente viene concentrata su linee dedicate ad alta produttività, con recupero del solvente in continuo.
Il residuo che esce dai distillatori e dai filtri, denso e maleodorante, viene classificato 04.01.03* e avviato a impianti di trattamento per rifiuti pericolosi. La presenza contemporanea di carniccio, fanghi al cromo e residui a solvente rende utile un gestionale RENTRI che tenga separati i codici e generi formulari coerenti con il registro cronologico.