04.01.06 · 2026-09-28 · 13:10:39
Il codice EER 04.01.06 copre i fanghi con cromo prodotti dalla depurazione interna delle acque di conceria. Cosa contiene, chi lo produce e come si registra nella gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi, prodotti in particolare dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti cromo
Il codice EER 04.01.06 identifica i fanghi che si formano quando un'azienda del comparto pelli depura per conto proprio le acque di processo, prima di scaricarle in pubblica fognatura o di inviarle a un depuratore esterno. La dicitura "in particolare dal trattamento in loco degli effluenti" descrive la provenienza tipica: chiariflocculazione, sedimentazione, disidratazione su filtropressa o centrifuga. Quello che resta è una massa umida, spesso di colore grigio verde, con un contenuto di cromo trivalente che deriva dai bagni di concia e riconcia.
Il codice sta nel capitolo 04 perché la fonte è la lavorazione di pelli e pellicce, e nel sottogruppo 04.01 perché il cromo arriva dal ciclo conciario e non dal tessile. Esiste la voce gemella 04.01.07 per i fanghi che il cromo non lo contengono. La scelta tra le due voci va fatta sulla base di analisi del fango, non sulla base della provenienza presunta.
Nell'elenco europeo il 04.01.06 è una voce non pericolosa, senza asterisco. Il produttore deve comunque accertarsi che il residuo corrisponda alla descrizione e che nel ciclo non entrino altre sostanze che porterebbero a una classificazione diversa.
Nella gestione rifiuti con RENTRI il codice compare in registro cronologico e formulario con la dicitura esatta. Un software per rentri con anagrafica dei codici aggiornata aiuta a evitare confusioni con il 04.01.07 e con i fanghi di depurazione del capitolo 19, che hanno origine e destino diversi.
La conceria che lavora pelli bovine o ovine con solfato basico di cromo genera acque di processo cariche di cromo trivalente, proteine, grassi e sali. Quando l'impianto ha un depuratore interno, anche solo chimico fisico, i bagni esausti passano per neutralizzazione, precipitazione del cromo come idrossido, flocculazione e sedimentazione. Il fango che si accumula nel sedimentatore viene poi disidratato su filtropressa ed esce dal ciclo come 04.01.06.
I volumi sono legati alla produzione: più pelli conciate, più fango. In un gestionale rentri la registrazione avviene alla pesata dopo la filtropressa, con il peso effettivo e lo stato fisico fangoso palabile, e il codice è sempre lo stesso finché il ciclo resta al cromo.
Chi acquista pelli già conciate al cromo, dette wet-blue, e le porta a semilavorato o a pelle finita esegue riconcia, tintura e ingrasso. In queste fasi il cromo fissato nella pelle si rilascia in parte nei bagni, insieme a coloranti e ingrassanti. Se l'azienda tratta le acque in loco prima dello scarico, il fango risultante contiene cromo in quantità misurabile e ricade nel 04.01.06, anche se la concia primaria è stata fatta altrove.
Il rischio pratico è attribuire per abitudine il 04.01.07 solo perché non si concia in casa. Un software per rentri che collega i codici alle analisi di caratterizzazione permette di documentare la scelta e di mantenerla coerente tra registro e formulari.
Le pelliccerie che eseguono in proprio la concia e la tintura dei pellami, da visone, volpe o montone, usano spesso sali di cromo in piccoli bagni per ottenere resistenza e morbidezza del pelo. Il volume d'acqua è ridotto rispetto a una conceria industriale, ma la concentrazione di cromo negli scarichi può essere rilevante. Molti laboratori installano un piccolo impianto di trattamento con vasca di precipitazione e sacchi filtranti: il residuo che si raccoglie è un fango con cromo, da attribuire al 04.01.06.
Con quantità basse e conferimenti poco frequenti, la gestione rifiuti con rentri si riduce a poche movimentazioni l'anno, ma il codice e la descrizione devono restare quelli ufficiali, senza sinonimi di comodo.