Cosa rientra nel codice EER 10.13.11, cosa sono i rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di cui alle voci 10 13 09 e 10 13 10
Il codice EER 10.13.11 identifica i rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli delle voci 10.13.09* e 10.13.10. Sono materiali nei quali il cemento è combinato con fibre, con resine o con altri componenti per ottenere prodotti leggeri, resistenti e versatili: fibrocementi senza amianto, pannelli, lastre, tegole, tubi e rivestimenti.
In pratica vi rientrano gli scarti di produzione di lastre e pannelli in fibrocemento con fibre sintetiche, cellulosiche o di vetro, i ritagli, i prodotti difettosi, i residui di taglio e di finitura e i materiali compositi cementizi non conformi. Sono materiali non pericolosi, riciclabili come inerti. Le fibre di rinforzo moderne sono sintetiche o minerali non pericolose, e hanno sostituito l’amianto, che resta una voce separata.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 10.13. Si distingue dai rifiuti di cemento-amianto delle voci precedenti, perché non contiene amianto, e dai rifiuti e fanghi di cemento della voce 10.13.14.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione dipende dalla composizione, in particolare dalle fibre e dalle resine usate. Per un produttore di fibrocemento, un software per RENTRI che registri gli scarti per linea e per destinazione aiuta a distinguere questa voce da quelle con amianto e a seguire le quote riutilizzate.
Gli stabilimenti che producono lastre per facciate, coperture e pannelli generano ritagli di taglio e prodotti non conformi. Il materiale è un composito di cemento e fibre, non pericoloso. Il taglio delle lastre produce polvere di cemento, e per questo le aree di lavoro hanno aspirazioni dedicate.
Gli scarti si raccolgono in cassoni e si frantumano per essere riutilizzati nell’impasto o venduti come inerte; l’eccedenza va a discarica per rifiuti non pericolosi.
Con un gestionale RENTRI lo stabilimento registra le uscite di scarti per linea di produzione, e confronta il riutilizzo interno con l’invio all’esterno.
Le aziende che producono tegole in cemento, tubi e manufatti accessori generano scarti di cemento indurito e di compositi, in quantità regolari. Gli scarti sono materiale inerte, ma l’eventuale presenza di fibre va verificata nei prodotti più vecchi.
Gli scarti si macinano e si riutilizzano come aggregato; il materiale in eccesso si invia a impianti di recupero di inerti.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al produttore di manufatti di tenere ordinati i ritiri dell’eccedenza e i quantitativi riutilizzati.
Gli impianti di recupero ricevono scarti di compositi cementizi, li frantumano e li vagliano per produrre aggregati riciclati. Gli aggregati ottenuti servono per sottofondi e rilevati, e devono rispettare i requisiti di legge.
Ogni partita si accetta dopo controllo documentale e visivo; il materiale lavorato si stocca per classi granulometriche. Ogni partita riceve una scheda di tracciabilità dopo la lavorazione.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto a collegare i lotti ricevuti ai produttori e alle certificazioni degli aggregati.