Cosa rientra nel codice EER 10.03.29*, perché i rifiuti prodotti dal trattamento di scorie saline e scorie nere contenenti sostanze pericolose sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti prodotti dal trattamento di scorie saline e scorie nere, contenenti sostanze pericolose
Il codice EER 10.03.29* identifica i rifiuti prodotti dal trattamento di scorie saline e scorie nere dell’alluminio che contengono sostanze pericolose. Il trattamento delle scorie prevede macinazione, lavaggio con acqua, separazione del metallo e recupero dei sali, e produce residui solidi, fanghi e polveri.
In pratica vi rientrano gli ossidi residui dopo il lavaggio, che possono contenere nitruri, carburi e fluoruri, i fanghi di filtrazione delle soluzioni saline, le polveri di abbattimento dei reparti di macinazione e i residui di purificazione delle soluzioni saline. La pericolosità deriva dalla reattività e dai fluoruri. Il trattamento delle scorie saline produce ossidi di alluminio e sali, che nel residuo concentrano metalli e composti pericolosi.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 10.03. Ha come voce gemella non pericolosa la 10.03.30. Si distingue dalle scorie saline e nere vere e proprie delle voci 10.03.08* e 10.03.09*, che sono il materiale in ingresso al trattamento.
L’asterisco segnala la pericolosità: i residui vanno raccolti in contenitori asciutti o in sistemi chiusi, e conferiti a impianti autorizzati alla stabilizzazione o a discariche per rifiuti pericolosi. Per un impianto di trattamento di scorie saline, un software per RENTRI che registri i residui ossidici in uscita, con le analisi, aiuta a documentare la classificazione pericolosa.
Gli impianti che trattano le scorie saline per recuperare alluminio e sali producono, a fine ciclo, ossidi residui che possono contenere composti reattivi. Questi residui sono rifiuti pericolosi. Il residuo ossidico concentra i composti pericolosi del trattamento.
I residui si stabilizzano, si asciugano e si inviano a discariche per rifiuti pericolosi o a recupero come materia prima secondaria, se i test lo permettono.
Con un gestionale RENTRI l’impianto registra le uscite di residui per lotto di scorie trattate.
Alcune fonderie trattano in proprio le scorie con un piccolo impianto di macinazione e lavaggio. I residui ossidici che ne derivano seguono questa voce.
Il materiale si raccoglie in contenitori asciutti e si consegna a ditte autorizzate; l’analisi periodica conferma la reattività. La prova di reattività con l’acqua è determinante per scegliere tra la discarica e il recupero.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla fonderia di collegare ogni ritiro all’impianto interno di macinazione e di lavaggio.
Gli impianti che ricevono i residui ossidici del trattamento delle scorie li stabilizzano con leganti per renderli compatibili con la discarica. Il prodotto trattato è meno solubile e si conferisce in celle per pericolosi.
Le analisi di ogni lotto vanno conservate insieme ai documenti di trasporto, a tutela di chi produce e di chi riceve il residuo.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto di stabilizzazione a registrare i lotti ricevuti e i risultati delle prove di eluizione.