Cosa rientra nel codice EER 20.01.38, quale legno della raccolta differenziata urbana è rifiuto non pericoloso e quali attività lo producono, da famiglie a falegnamerie. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
legno diverso da quello di cui alla voce 20 01 37
Il codice EER 20.01.38 identifica il legno diverso da quello della voce 20.01.37*, raccolto in modo differenziato nei rifiuti urbani. Sono mobili in legno, assi, pallet, cassette, porte e arredi di legno non trattato con sostanze pericolose, e pannelli. Il legno pulito ha un elevato valore di recupero.
In pratica vi rientrano i mobili dismessi, gli infissi interni, i bancali e le cassette, i resti di lavori domestici, i rami grossi e i tronchi tagliati. Il legno raccolto si tritura e si avvia alla produzione di pannelli truciolari, alla produzione di energia in centrali a biomassa e ad altri usi. I pallet in buono stato possono essere riutilizzati prima di diventare rifiuto.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 20.01 ed è la gemella non pericolosa della 20.01.37*. Si distingue dal legno di imballaggio della voce 15.01.03 e dal legno di demolizione della 17.02.01. Qui il rifiuto proviene dai centri di raccolta urbani.
Il codice non porta asterisco. Il legno trattato con vernici, impregnanti o preservanti pericolosi ricade invece nella voce con asterisco 20.01.37*: per questo, in caso di dubbio, conviene tenere separato ciò che non si sa con certezza se sia stato trattato. Il legno pulito è quello più facile da avviare a recupero. Per il gestore del servizio, la gestione rifiuti con RENTRI semplifica la registrazione dei quantitativi di legno inviati a recupero, utile per misurare la quota di raccolta differenziata.
I centri di raccolta ricevono mobili e legno dai cittadini in quantità, e li stoccano in cassoni dedicati. Il legno si separa da altre frazioni all’ingresso per mantenere la sua qualità.
Il legno si invia a impianti di triturazione e di recupero, dove si tritura e si seleziona. Il legno non recuperabile, bagnato o contaminato, può essere avviato a recupero energetico.
Il gestore del servizio, per documentare i quantitativi inviati agli impianti di triturazione, può usare un gestionale RENTRI che raccolga i ritiri dai centri di raccolta.
Chi produce, vende e sposta mobili genera scarti e arredi dismessi di legno. Falegnamerie e mobilifici producono ritagli, trucioli e pannelli di scarto, in quantità regolari che si accumulano con la produzione.
Gli scarti di legno puro si separano e si consegnano a impianti di recupero. I trucioli e la segatura si raccolgono in silos per il recupero. Un cassone dedicato al legno pulito mantiene alta la qualità del materiale e facilita l’invio a recupero.
Per queste imprese un software per RENTRI aiuta a registrare i ritiri di scarti e a distinguere il legno pulito da quello trattato.
L’industria dei pannelli e le centrali a biomassa usano il legno di recupero come materia prima o come combustibile. Il legno di recupero entra nella filiera del pannello solo se rispetta limiti stringenti sulle sostanze indesiderate.
Ogni carico si accetta dopo analisi e secondo le specifiche di accettazione. Le specifiche riguardano umidità, dimensioni e assenza di contaminanti.
Con la gestione rifiuti con RENTRI il pannellificio documenta gli ingressi di legno di recupero e può dimostrare l’origine della materia prima.