20.01.11 · 2026-09-29 · 04:24:02
Il codice EER 20.01.11 classifica i prodotti tessili raccolti in modo differenziato tra i rifiuti urbani. Origine, confini con altri codici e registrazione con un software per RENTRI.
prodotti tessili
Il codice EER 20.01.11 identifica i prodotti tessili raccolti in modo differenziato nell'ambito dei rifiuti urbani. Si tratta di abiti usati, biancheria, tende, coperte, scarpe e accessori in tessuto che escono dal circuito domestico o da attività commerciali, uffici e istituzioni con rifiuti assimilabili a quelli domestici.
La collocazione nel capitolo 20 chiarisce l'origine. Non è uno scarto di lavorazione dell'industria tessile, che ricade nel capitolo 04, ma un prodotto finito arrivato a fine vita nelle mani dell'utente. Il sottogruppo 20.01 raccoglie le frazioni separate alla fonte, quindi il tessile deve essere conferito e tenuto distinto dall'indifferenziato per usare questo codice. Se lo stesso capo finisce nel sacco misto, la classificazione corretta diventa il 20.03.01.
Il codice non ha asterisco: il rifiuto è non pericoloso e non richiede caratterizzazione analitica per attribuire le classi di pericolo. Restano da curare il deposito, il trasporto e la tracciabilità documentale. Con l'avvio del RENTRI, chi tiene il registro cronologico in formato digitale trova il 20.01.11 tra i codici da inserire nelle operazioni di carico e scarico, insieme a quantità, stato fisico e destinazione. Un software per RENTRI riduce gli errori di trascrizione e mantiene coerenza tra registro, formulari e comunicazione annuale.
Un albergo rinnova con regolarità lenzuola, federe, asciugamani, accappatoi, coprimaterassi e tende. Il ricambio segue cicli di lavaggio intensi che sfibrano il tessuto, oltre a macchie e strappi che rendono la biancheria inadatta all'ospite. Lo stesso vale per divise del personale, tovagliato di sala e teli piscina.
Quando questi materiali vengono separati dal resto e avviati a raccolta dedicata, il codice di riferimento è il 20.01.11, trattandosi di rifiuto assimilabile a quello domestico. Le quantità sono discontinue, con picchi al cambio stagione o in caso di ristrutturazione delle camere. Un gestionale RENTRI consente di registrare ogni conferimento con data e peso, evitando che i sacchi di tessile restino senza traccia in magazzino.
I punti vendita di abbigliamento producono tessile a fine vita attraverso capi difettosi resi dai clienti, campionari esauriti, capi danneggiati durante l'esposizione o il trasporto e giacenze che non trovano più un canale di vendita o donazione. A questi si aggiungono tende, tessuti da vetrina e divise del personale sostituite.
Se il negozio conferisce questi materiali separati dal resto, il codice applicabile è il 20.01.11. La distinzione con il capitolo 04 va tenuta a mente: il negozio non lavora il tessuto, lo vende, quindi non genera scarti di produzione. Per una catena con molte sedi, la gestione rifiuti con RENTRI permette di uniformare la codifica tra i punti vendita e di avere un quadro complessivo dei flussi.
Le lavanderie industriali che noleggiano biancheria a ospedali, ristoranti e hotel gestiscono grandi volumi di tessile in rotazione. A ogni ciclo una parte dei capi viene scartata al controllo qualità perché usurata, macchiata in modo permanente o non più conforme agli standard richiesti dal cliente. Il risultato è un flusso costante di lenzuola, tovaglie e indumenti da lavoro fuori uso.
Il codice 20.01.11 si applica quando questo tessile viene raccolto in modo differenziato come rifiuto assimilabile, mentre gli scarti che derivano da trattamenti specifici possono ricadere in altri capitoli. Per un impianto con conferimenti frequenti, un software per RENTRI aiuta a tenere allineati registro cronologico e formulari, con quantità che spesso superano le decine di quintali al mese.