20.01.02 · 2026-09-29 · 04:20:04
Il codice EER 20.01.02 identifica il vetro della raccolta differenziata urbana. Vediamo quando si usa, come si distingue dal 15 01 07 e quali attività lo producono.
vetro
Il codice EER 20.01.02 identifica il vetro raccolto in modo differenziato nel circuito dei rifiuti urbani. La voce ufficiale è secca, una sola parola, e copre bottiglie, vasetti, bicchieri, oggetti in vetro di uso domestico e materiale analogo conferito nei contenitori stradali, con il porta a porta o nei centri di raccolta comunali.
La collocazione nel capitolo 20 dipende dall'origine: si tratta di rifiuti domestici e di rifiuti assimilabili prodotti da attività commerciali, industriali e istituzioni, gestiti dal servizio pubblico. Il sottogruppo 20 01 raggruppa le frazioni oggetto di raccolta differenziata, con l'esclusione esplicita del 15 01. Qui sta il punto operativo: gli imballaggi in vetro separati da un'impresa e avviati a recupero in autonomia hanno una voce dedicata, il 15 01 07. Il 20.01.02 si applica quando il vetro proviene dal flusso urbano o quando non è possibile distinguere la componente imballaggio da quella non imballaggio.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco. Il vetro è inerte, non rilascia sostanze e viene avviato in prevalenza a riciclo nelle vetrerie dopo selezione e rimozione di ceramica, pietre e metalli. Per chi tiene il registro cronologico o compila un formulario, il codice va riportato con la descrizione ufficiale "vetro", senza aggiunte. Un software per rentri che precarica il catalogo EER riduce gli errori di trascrizione su un codice semplice ma molto frequente.
Bar, ristoranti e pizzerie producono vetro ogni giorno: bottiglie di vino, birra, acqua e bibite, vasetti di conserve e barattoli. Quando l'attività conferisce il vetro al servizio pubblico di raccolta, in campana o con il ritiro dedicato alle utenze non domestiche, il rifiuto entra nel flusso urbano e viene classificato 20.01.02. Se invece il locale separa gli imballaggi e li affida a un trasportatore privato per il recupero, il codice corretto è di norma il 15 01 07. La scelta dipende dal canale di conferimento, non dal materiale.
Bicchieri rotti, caraffe e piatti in vetro non sono imballaggi e restano comunque nel 20.01.02. Chi gestisce più punti vendita trova utile un gestionale rentri per uniformare la codifica tra le sedi.
Le istituzioni rientrano espressamente nella definizione del capitolo 20. Scuole, uffici comunali, biblioteche, mense scolastiche e sedi di enti producono vetro nelle aree ristoro, nei laboratori didattici e nelle pulizie ordinarie: bottiglie, bicchieri, contenitori, vetreria non contaminata, vetri di cornici. Il materiale viene conferito nella raccolta differenziata organizzata dal gestore del servizio pubblico e assume il codice 20.01.02.
Il volume è basso ma costante e la qualità è spesso buona, con poche frazioni estranee. Servono comunque attenzioni sui vetri particolari: pyrex, cristallo al piombo, lampade a scarica e schermi hanno destinazioni diverse e non vanno nel vetro. Nella gestione rifiuti con rentri l'ente che tiene il registro riporta il codice con la descrizione ufficiale.
Il gestore della raccolta urbana è il soggetto che movimenta la quota maggiore di 20.01.02. Il vetro raccolto con campane, cassonetti e porta a porta viene scaricato presso stazioni di trasferenza o centri di raccolta, pesato e caricato su mezzi di maggiore capacità verso gli impianti di selezione. Il codice resta lo stesso lungo tutta la filiera fino al trattamento, dove il materiale diventa rottame pronto per il forno.
Il centro di raccolta comunale riceve anche vetro non imballaggio portato dai cittadini: lastre di piccole dimensioni, oggetti in vetro, vetri di finestre domestiche separati dai telai. Per il gestore, che compila registri e formulari in numero elevato, il gestionale rentri è lo strumento con cui la partita di vetro viene tracciata dal punto di conferimento all'impianto.