20.01.36 · 2026-09-29 · 04:50:19
Il codice EER 20.01.36 identifica le apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso di origine urbana che non contengono componenti pericolosi. Vediamo cosa ci rientra, chi lo produce e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI senza confonderlo con i codici gemelli pericolosi.
apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 20 01 21, 20 01 23 e 20 01 35
Il codice 20.01.36 raccoglie le apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita provenienti dal circuito urbano che non rientrano nelle tre voci pericolose dello stesso sottogruppo. La logica è per esclusione: fuori restano i tubi fluorescenti e gli altri rifiuti contenenti mercurio (20 01 21), le apparecchiature con clorofluorocarburi come frigoriferi e congelatori (20 01 23) e le apparecchiature con componenti pericolosi (20 01 35), tipicamente schermi, monitor e dispositivi con batterie o condensatori problematici. Quel che rimane finisce qui.
In pratica si tratta di piccoli e grandi elettrodomestici privi di componenti critici: lavatrici, lavastoviglie, forni elettrici, aspirapolvere, ferri da stiro, tostapane, ventilatori, ma anche telefoni fissi, radio, tastiere, stampanti e utensili elettrici domestici, purché la verifica sull'assenza di parti pericolose sia stata fatta davvero.
Il codice sta nel capitolo 20 perché descrive rifiuti di origine domestica o assimilata, e nel sottogruppo 20 01 perché arriva quasi sempre dalla raccolta differenziata: centri di raccolta, ritiro a domicilio, punti vendita. Non è pericoloso, quindi niente asterisco, ma resta un RAEE e va tenuto separato dal resto dei rifiuti urbani.
Per chi è soggetto agli obblighi di tracciabilità, registro e movimenti di questo codice passano dal RENTRI. Un software per RENTRI aiuta a tenere distinto il 20.01.36 dai codici gemelli pericolosi, che è il punto dove più spesso si sbaglia.
Il centro di raccolta è il luogo dove il 20.01.36 prende forma come codice. I cittadini portano l'elettrodomestico rotto, l'operatore lo guarda e lo mette nel raggruppamento giusto. Una lavatrice senza parti sospette, un forno a microonde, una piastra per capelli: tutti qui. Se invece arriva un frigorifero o un vecchio televisore, il cassone cambia.
Dal punto di vista gestionale il centro deve dimostrare che la separazione è avvenuta davvero, con pesate e documenti di trasporto coerenti. Il gestore del servizio pubblico che tiene il registro trova nel gestionale RENTRI uno strumento per allineare i quantitativi caricati con quelli avviati agli impianti di trattamento RAEE, evitando che il codice non pericoloso assorba per comodità ciò che pericoloso è.
Il punto vendita che ritira l'apparecchio usato al momento della consegna del nuovo si ritrova in magazzino lavatrici, asciugatrici, forni, piccoli elettrodomestici e accessori a fine vita. Sono rifiuti di origine domestica raccolti in via differenziata, quindi il codice è il 20.01.36 quando non ci sono componenti pericolosi a bordo.
Il negozio deve fare attenzione allo smistamento: il frigorifero ritirato insieme alla lavatrice non va nello stesso mucchio. Nei punti vendita con volumi alti la gestione rifiuti con RENTRI passa spesso attraverso il sistema collettivo di riferimento, ma la corretta codifica in origine dipende da chi riceve il pezzo. Un software per RENTRI con anagrafiche già impostate sui codici 20 01 riduce gli errori di battitura e le voci fuori posto.
Un albergo sostituisce a rotazione asciugacapelli, bollitori, telefoni di camera, ferri da stiro e apparecchi di piccola taglia usati nelle aree comuni. Attenzione ai minibar a compressore con gas refrigerante, che escono dal 20.01.36, e ai televisori, che ricadono di norma nel 20 01 35. I rifiuti della struttura, per la parte trattata come urbana, seguono il capitolo 20 e la frazione differenziata dei RAEE.
Quando la sostituzione riguarda decine di camere in una volta sola, i quantitativi diventano rilevanti e conviene registrarli con criterio. Un gestionale RENTRI consente al responsabile della manutenzione di annotare data, quantità e destinazione del ritiro, e di conservare la documentazione in un unico posto invece che tra le fatture del fornitore.