20.01.34 · 2026-09-29 · 04:47:18
Il codice EER 20.01.34 identifica pile e accumulatori portatili che non rientrano nella voce pericolosa 20 01 33. Cosa comprende, chi lo produce e come si registra in RENTRI.
batterie e accumulatori, diversi da quelli di cui alla voce 20 01 33
Il codice 20.01.34 raccoglie pile e accumulatori portatili che non rientrano nella voce 20 01 33, riservata a batterie al piombo, al nichel-cadmio e a quelle contenenti mercurio, oltre alle pile raccolte in modo indifferenziato insieme a quelle pericolose. Nella pratica si tratta di pile alcaline, zinco-carbone, pile a bottone senza mercurio, piccoli pacchi batteria agli ioni di litio e al nichel-metallo idruro, cioè la parte più comune di quello che finisce nei contenitori per la raccolta delle pile esauste.
La collocazione nel capitolo 20 dipende dall'origine. Sono rifiuti domestici o assimilabili, prodotti da famiglie ma anche da uffici, negozi, piccole attività e istituzioni. Il sottogruppo 20 01 identifica le frazioni oggetto di raccolta differenziata, e la distinzione tra 20 01 33* e 20 01 34 nasce proprio dalla necessità di separare il flusso pericoloso da quello che non lo è.
Il codice non è pericoloso, quindi non porta l'asterisco. Questo incide sulle modalità di deposito e trasporto, ma non toglie peso alla classificazione: una partita di pile mista, dove non si riesce a escludere la presenza di batterie al piombo o al nichel-cadmio, va ricondotta alla voce 20 01 33*. Per chi tiene registro cronologico e formulari in RENTRI, la scelta del codice va motivata all'origine e la descrizione ufficiale va riportata senza adattamenti, anche quando si lavora con un software per RENTRI che propone il testo in automatico.
Un ufficio di medie dimensioni consuma pile in continuazione: mouse e tastiere senza filo, telecomandi di proiettori e climatizzatori, calcolatrici, orologi, sensori di allarme, telefoni cordless. A fine vita sono in gran parte pile alcaline e pacchi al nichel-metallo idruro o al litio di piccola taglia, quindi ricadono nel 20.01.34.
Il problema tipico è l'accumulo disordinato in un cassetto, con pile di ogni tipo mescolate tra loro. Un contenitore dedicato, separato da eventuali batterie al piombo di gruppi di continuità, evita di dover riclassificare tutto come pericoloso. Se lo studio rientra tra i soggetti che tengono il registro in RENTRI, il gestionale RENTRI deve riportare il codice con la descrizione ufficiale e la quantità conferita a ogni ritiro.
I punti vendita che commercializzano pile e piccoli dispositivi a batteria mettono spesso a disposizione dei clienti un contenitore per le pile esauste. Il risultato è una raccolta eterogenea: alcaline, zinco-carbone, pile a bottone di orologi e telecomandi, batterie ricaricabili di fotocamere e utensili portatili.
Finché il contenuto è privo di batterie al piombo, al nichel-cadmio o al mercurio, il codice corretto è il 20.01.34. Il negozio produce inoltre le proprie pile di servizio, per lettori di codici a barre, bilance, insegne e dispositivi dimostrativi. Nella gestione rifiuti con RENTRI il negozio deve descrivere il rifiuto in modo coerente con ciò che consegna al trasportatore, senza confondere il flusso delle pile con quello dei RAEE, che hanno codici propri.
Le istituzioni scolastiche rientrano tra i produttori di rifiuti urbani assimilabili previsti dal capitolo 20. In una scuola le pile arrivano da laboratori di scienze e tecnologia, kit didattici, calcolatrici, orologi delle aule, microfoni, campanelli e piccoli strumenti di misura. Molte scuole ospitano anche raccolte promosse tra gli studenti, con contenitori che ricevono pile portate da casa.
Questo flusso è composto quasi sempre da pile alcaline e ricaricabili domestiche, quindi classificabile come 20.01.34. La responsabilità è del dirigente o del responsabile individuato dall'ente, che deve verificare l'assenza di batterie pericolose prima del conferimento. Dove l'istituto utilizza un software per RENTRI o si appoggia al servizio pubblico di raccolta, il codice e il peso vanno tracciati con lo stesso rigore di qualsiasi altro rifiuto.