Cosa rientra nel codice EER 20.01.33*, perché le batterie e gli accumulatori di cui alle voci 16.06.01, 16.06.02 e 16.06.03 della raccolta differenziata urbana sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03, nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie
Il codice EER 20.01.33* identifica le batterie e gli accumulatori di cui alle voci 16.06.01*, 16.06.02* e 16.06.03*, nonché le batterie e gli accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie, raccolti in modo differenziato nei rifiuti urbani. Sono le batterie al piombo, al nichel-cadmio e al mercurio, considerate pericolose.
In pratica vi rientrano le batterie dei veicoli lasciate dai privati, le batterie ricaricabili al nichel-cadmio di vecchi elettroutensili e telefoni, le pile a bottone con mercurio, e le raccolte miste di pile in cui sono presenti anche queste. I punti vendita ritirano gratuitamente le batterie esauste dei clienti. Le batterie al piombo, al nichel-cadmio e al mercurio sono le più pericolose, per la tossicità dei metalli.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 20.01. Ha come voce gemella non pericolosa la 20.01.34. Si distingue dalle voci 16.06.01*, 16.06.02* e 16.06.03*, che riguardano le batterie di origine non urbana. Le pile raccolte in modo misto ricadono qui.
L’asterisco segnala la pericolosità: le batterie vanno consegnate ai punti di raccolta, senza romperle né smontarle. Per i gestori dei centri di raccolta, un gestionale RENTRI che registri a parte le batterie pericolose, con peso e consorzio, aiuta a distinguerle dalle pile non pericolose della voce gemella.
I centri di raccolta e i negozi ritirano le batterie dei cittadini, in contenitori dedicati, e le consegnano ai consorzi. Le batterie auto sono pesanti e contengono acido, per cui si conservano in posizione verticale.
Le batterie si stoccano in contenitori idonei, al coperto, e si consegnano al consorzio obbligatorio o a ditte autorizzate. I contenitori sono resistenti agli acidi e dotati di bacino di contenimento.
Con un software per RENTRI il gestore registra le uscite di batterie per consorzio, e osserva l’andamento dei conferimenti.
I punti vendita di pile hanno l’obbligo di ritirare quelle esauste dei clienti. I contenitori all’ingresso si riempiono con regolarità. Gli esercizi commerciali hanno un obbligo di ritiro, e cercano un servizio affidabile.
Il contenitore si svuota in un fusto e il ritiro si concorda con il consorzio o con un operatore autorizzato. Il responsabile controlla che il contenitore non superi il livello di riempimento.
La gestione rifiuti con RENTRI semplifica la registrazione dei ritiri per i punti vendita con più sedi.
Gli impianti di riciclo recuperano piombo, cadmio, nichel e altri metalli con processi industriali dedicati. Il riciclo delle batterie al piombo è tra i più efficienti, perché recupera piombo, plastica e acido. Per le pile al nichel-cadmio il processo è termico e recupera il cadmio e il nichel.
Ogni carico si accetta dopo controllo documentale e dell’integrità. Gli impianti operano con sistemi di captazione dei fumi, perché i metalli sono volatili.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto a registrare ogni carico e a mostrare i tassi di recupero.