20.01.28 · 2026-09-29 · 04:39:04
Il codice EER 20.01.28 identifica vernici, inchiostri, adesivi e resine privi di sostanze pericolose, raccolti come frazione differenziata dei rifiuti urbani. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerlo distinto dal 20 01 27* in un software per RENTRI.
vernici, inchiostri, adesivi e resine, diversi da quelli di cui alla voce 20 01 27
Il codice EER 20.01.28 raccoglie vernici, inchiostri, adesivi e resine che non contengono sostanze pericolose in concentrazioni tali da rendere il rifiuto pericoloso. È la voce speculare, non pericolosa, del 20 01 27*, con cui forma una coppia di codici a specchio: la scelta tra i due dipende dalla composizione del prodotto, verificata con la scheda di sicurezza o, in caso di dubbio, con un'analisi di caratterizzazione.
Il capitolo 20 riguarda i rifiuti urbani, compresi quelli assimilabili prodotti da attività commerciali, industriali e istituzioni. Il sottogruppo 20 01 è dedicato alle frazioni oggetto di raccolta differenziata, con esclusione degli imballaggi del 15 01. Rientrano qui le pitture murali all'acqua avanzate, le colle viniliche, gli inchiostri a base acquosa, le resine già polimerizzate che arrivano ai centri di raccolta comunali o vengono conferite da piccole utenze non domestiche.
Il barattolo, se separato dal contenuto, segue i codici degli imballaggi. Il 20.01.28 descrive il prodotto residuo. La non pericolosità non elimina la tracciabilità: dove sono previsti registro e formulario, il codice va riportato in modo corretto, e chi è iscritto al RENTRI lo inserisce nelle registrazioni digitali. Un software per RENTRI aiuta a tenere separati 20 01 27* e 20 01 28 nelle movimentazioni, evitando scambi che in fase di controllo pesano sul produttore.
Una tipografia di quartiere o un centro stampa digitale lavora ogni giorno con inchiostri e toner. Le cartucce esaurite hanno codici propri, ma gli inchiostri liquidi a base acquosa avanzati nelle taniche, i fondi di macchina raccolti durante i cambi di colore e i residui delle prove di stampa finiscono in un contenitore dedicato.
Quando la scheda di sicurezza esclude sostanze pericolose, il rifiuto rientra nel 20.01.28. Il titolare deve conservare la documentazione del prodotto, perché è quella che giustifica la scelta rispetto al 20 01 27*. Con un gestionale RENTRI il codice viene associato al deposito e ai formulari senza ricopiature a mano, e la storia delle movimentazioni resta consultabile.
Un colorificio o una ferramenta con reparto pitture accumula prodotti invenduti, resi dei clienti, barattoli con confezione danneggiata e tinte preparate al tintometro poi non ritirate. Le idropitture murali, le colle viniliche e gli stucchi in pasta senza componenti pericolosi non possono tornare a scaffale e diventano rifiuto.
Il negozio, come attività commerciale, può conferire queste frazioni con il codice 20.01.28 se il regolamento comunale le ammette nel circuito urbano, oppure avviarle a un impianto autorizzato tramite trasportatore. In entrambi i casi la gestione rifiuti con RENTRI, per chi ne è soggetto, richiede che il codice sia coerente tra registro e formulario, e che il 20 01 27* sia usato per smalti e solventati.
L'imbianchino che lavora in appartamenti e uffici torna in sede con secchi di pittura lavabile parzialmente usati, rulli incrostati, avanzi di colla per carta da parati e resine per pavimenti già catalizzate. Quando il prodotto è all'acqua e privo di sostanze pericolose, il residuo si classifica come 20.01.28, in quanto rifiuto assimilabile prodotto da attività commerciale e raccolto in modo differenziato.
Il rischio pratico è la miscela: basta un fondo di smalto sintetico nello stesso contenitore per far scattare il codice pericoloso. Per questo conviene tenere contenitori distinti in magazzino e registrare i conferimenti in un software per RENTRI, così da avere ogni carico documentato con codice, quantità e destinazione.