20.01.27* · 2026-09-29 · 04:37:49
Il 20.01.27* raccoglie vernici, inchiostri, adesivi e resine pericolosi conferiti dal circuito urbano. Cosa contiene, perché sta nel capitolo 20 e come impostare la gestione rifiuti con RENTRI in centri di raccolta, scuole e piccole attività.
vernici, inchiostri, adesivi e resine contenenti sostanze pericolose
Il codice 20.01.27* raccoglie vernici, inchiostri, adesivi e resine che contengono sostanze pericolose e che arrivano dal circuito dei rifiuti urbani. Il caso tipico è il barattolo di smalto ancora mezzo pieno, il flacone di colla bicomponente, la cartuccia di resina epossidica, lo stucco al solvente dimenticato in cantina e portato al centro di raccolta.
La collocazione nel capitolo 20 dice da dove viene il rifiuto, non cosa contiene. Sono materiali di origine domestica o assimilabile, conferiti attraverso la raccolta differenziata, e per questo stanno nel sottogruppo 20 01, quello delle frazioni raccolte separatamente. La stessa vernice scartata da un carrozziere durante la lavorazione andrebbe invece cercata nel capitolo 08, perché lì il rifiuto nasce da un processo produttivo.
L'asterisco segnala la pericolosità. Solventi, metalli, isocianati e induritori rendono il prodotto infiammabile, irritante o tossico per l'ambiente, e queste caratteristiche restano nel contenitore anche quando il prodotto è secco o parzialmente polimerizzato. La voce specchio non pericolosa è il 20.01.28, riservata ai prodotti privi di tali sostanze.
Per chi gestisce un centro di raccolta o un punto di conferimento, la distinzione tra 27* e 28 è il primo dato da fissare, perché da lì partono la scelta del contenitore, la caratterizzazione e la registrazione dei movimenti nel gestionale RENTRI.
Il centro di raccolta è il luogo dove il 20.01.27* prende forma. I cittadini conferiscono barattoli di vernice, bombolette di smalto, tubetti di colla e residui di resina che il regolamento comunale ammette tra i rifiuti urbani pericolosi. L'operatore li separa dalle vernici all'acqua senza pittogrammi di pericolo, che finiscono nel 20.01.28, e li deposita in contenitori a tenuta con bacino di contenimento.
Il gestore del centro è il primo anello della tracciabilità. Ogni carico avviato a impianto va accompagnato dal codice corretto e dai quantitativi effettivi, dati che un software per RENTRI aiuta a tenere allineati tra registro, formulario e stoccaggio reale.
Scuole e istituti con laboratori di arte, grafica o tecnologia accumulano tempere professionali, inchiostri da serigrafia, colle a caldo e resine per modellismo. A fine anno resta una quantità di prodotti aperti, scaduti o induriti che non si possono mettere nel secco. Se l'etichetta riporta pittogrammi di pericolo, il rifiuto rientra nel 20.01.27*.
La segreteria di solito non ha competenze specifiche sui rifiuti e affida il ritiro al gestore del servizio pubblico o a una ditta autorizzata. Anche in questo caso serve un minimo di ordine: elenco dei prodotti, quantità stimate, luogo di deposito. Una gestione rifiuti con RENTRI impostata per tempo evita di dover ricostruire tutto al momento del ritiro.
Una copisteria di quartiere lavora con toner, inchiostri per plotter, colle per rilegatura e resine per plastificazione. Le cartucce esauste hanno un codice proprio, ma i flaconi di inchiostro a solvente ancora sporchi, gli adesivi hot melt scaduti e i residui di resina UV per la finitura sono un'altra cosa. Quando sono trattati come assimilabili agli urbani e portano etichette di pericolo, il codice da usare è il 20.01.27*.
Il volume è basso, spesso pochi chili al mese, e proprio per questo il rischio è di perdere il filo tra un conferimento e l'altro. Un gestionale RENTRI dimensionato per la piccola attività tiene traccia dei depositi e dei ritiri senza appesantire il lavoro quotidiano.