20.01.25 · 2026-09-29 · 04:34:31
Il codice EER 20.01.25 identifica gli oli e i grassi commestibili raccolti in modo differenziato. Vediamo cosa rientra nel codice, quali attività lo producono e come registrarlo correttamente in un gestionale RENTRI.
oli e grassi commestibili
Il codice 20.01.25 identifica gli oli e i grassi commestibili esausti, cioè quelli che hanno già svolto la loro funzione in cucina: olio di frittura, grassi animali fusi, oli di conserva scolati dai barattoli, residui di burro e margarina. Si tratta di un rifiuto non pericoloso, quindi senza asterisco, ma la gestione non è banale. Versato nello scarico intasa le tubature, mette in difficoltà i depuratori e in ambiente forma pellicole che impediscono l'ossigenazione dell'acqua.
La collocazione nel capitolo 20 dipende dall'origine. Il capitolo raccoglie i rifiuti urbani, domestici e assimilabili, prodotti anche da attività commerciali, industriali e istituzioni. Il sottogruppo 20 01 riguarda le frazioni oggetto di raccolta differenziata, con l'esclusione degli imballaggi che stanno nel 15 01. L'olio da cucina conferito nei contenitori stradali, nei centri di raccolta o ritirato presso ristoranti e mense finisce quindi qui.
Va tenuto distinto dai codici del capitolo 13, riservati agli oli minerali e sintetici esausti, e da quelli del capitolo 02 per gli scarti oleosi della produzione alimentare industriale. La distinzione conta al momento della registrazione. Chi lavora con un gestionale RENTRI deve attribuire il codice in base alla provenienza del rifiuto, non solo alla sua natura. Un olio di frittura di un ristorante e un olio di scarto di un oleificio seguono codifiche diverse anche se in laboratorio si somigliano.
Un ristorante che frigge ogni giorno sostituisce l'olio delle friggitrici a intervalli regolari, in genere quando il prodotto scurisce, schiuma o supera la soglia di composti polari misurata con il tester. Ogni cambio produce dai 10 ai 30 litri di olio esausto, che vengono travasati in fusti o taniche dedicate in attesa del ritiro.
A questo si aggiungono i grassi raccolti dai separatori sotto i lavelli e l'olio di scolo delle conserve. Il tutto viene classificato con il codice 20.01.25 perché deriva da un'attività commerciale assimilata all'utenza urbana. Un software per RENTRI aiuta a tenere allineati quantità, date di conferimento e trasportatore incaricato, evitando ricostruzioni a memoria a fine mese.
Le mense collettive lavorano su volumi elevati e con menù ripetitivi. Le cotture in friggitrice e in padella producono olio esausto in quantità costanti, facilmente prevedibili settimana per settimana. Anche lo scarto di grassi animali dalla preparazione di carni e brodi contribuisce al totale.
La società di ristorazione che gestisce il servizio in appalto stocca l'olio in contenitori chiusi, spesso forniti dal raccoglitore convenzionato, e lo conferisce come 20.01.25. Con più sedi da seguire, la gestione rifiuti con RENTRI centralizzata in un unico gestionale permette di confrontare i quantitativi tra plessi diversi e di individuare anomalie, per esempio una mensa che dichiara ritiri molto sotto la media rispetto ai pasti serviti.
Un supermercato con banco gastronomia e rosticceria interna produce olio esausto dalla frittura di pollo, verdure e prodotti da forno salati. Si aggiungono i grassi di cottura dei girarrosti e l'olio di governo scolato da conserve invendute o danneggiate, che viene separato dal contenuto solido prima dello smaltimento.
Il punto vendita raccoglie il tutto in cisternette in area di carico, lontano dai reparti freschi per motivi igienici. Alcune catene ospitano anche il contenitore per l'olio domestico dei clienti, che segue la stessa codifica 20.01.25. Registrare i movimenti in un gestionale RENTRI consente di distinguere il flusso interno da quello raccolto per conto della cittadinanza, mantenendo documentazione ordinata per ogni ritiro.