Cosa rientra nel codice EER 20.01.25, quali oli e grassi commestibili della raccolta differenziata urbana sono rifiuti non pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli e grassi commestibili
Il codice EER 20.01.25 identifica gli oli e i grassi commestibili raccolti in modo differenziato nei rifiuti urbani. Sono l’olio di frittura esausto, l’olio di conserve, i grassi di cottura e gli oli vegetali non più utilizzabili, di famiglie, ristoranti, bar, mense e alberghi. Gettati negli scarichi, intasano le tubature e inquinano le acque.
In pratica vi rientrano l’olio di frittura raccolto in contenitori dedicati, i residui di oli alimentari scaduti e i grassi animali liquefatti. Questi oli si recuperano per produrre biodiesel, lubrificanti vegetali, saponi e biogas. Il consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti organizza la raccolta. L’olio vegetale usato, se disperso, ostruisce le condotte e inquina l’acqua, e il suo recupero ha un valore energetico.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 20.01. Si distingue dagli oli minerali della voce 20.01.26* e dai grassi dei degrassatori della voce 19.08.09. Il rifiuto è di origine alimentare e non pericoloso.
Il codice non porta asterisco. Per ristoranti e comuni, un software per RENTRI che registri a parte gli oli commestibili in uscita, con peso e destinatario, aiuta a distinguerli dagli oli minerali della voce 20.01.26*.
Le attività che friggono producono olio esausto con regolarità, in quantità a volte rilevanti. L’olio di frittura si filtra e si conserva in contenitori chiusi, lontano da fonti di calore.
L’olio si raccoglie in fusti o in taniche dedicate e si fa ritirare da operatori del consorzio o da ditte autorizzate. Il ritiro avviene con cadenza concordata.
Con un gestionale RENTRI il locale registra i ritiri di olio esausto con data e quantità, se rientra tra i soggetti obbligati.
I comuni installano contenitori stradali e punti di raccolta per l’olio di casa, in bottiglie di plastica. I cittadini portano l’olio in bottiglie di plastica chiuse, da consegnare ai contenitori.
L’olio si svuota dai contenitori e si conferisce a impianti di recupero. Il gestore del servizio svuota i contenitori con frequenza e conferisce l’olio a impianti di recupero.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al gestore della raccolta di registrare i ritiri per punto e per periodo.
Gli impianti di rigenerazione trasformano gli oli esausti in biodiesel, in lubrificanti e in altri prodotti. Il biodiesel ottenuto dagli oli di frittura sostituisce una parte dei combustibili fossili.
Ogni carico si accetta dopo verifica della qualità e della documentazione. Gli oli con troppa acqua o con impurità vanno a trattamenti prima della trasformazione.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto a collegare ogni lotto al produttore e alla qualità analizzata.