EER 13.01.10*: oli idraulici non clorurati e RENTRI

13.01.10* · 2026-09-28 · 22:23:40

Codice EER 13.01.10* oli minerali per circuiti idraulici, non clorurati

Oli idraulici minerali esausti, dalle officine ai mezzi di cantiere fino a RENTRI

Cosa rientra nel codice EER 13.01.10*, perché gli oli minerali non clorurati per circuiti idraulici sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono, da officine a imprese edili. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

oli minerali per circuiti idraulici, non clorurati

Inquadramento

Il codice EER 13.01.10* identifica gli oli minerali non clorurati per circuiti idraulici. Sono gli oli idraulici di uso comune, a base minerale raffinata dal petrolio, che trasmettono la pressione nelle macchine: escavatori, gru, presse, carrelli elevatori, sollevatori e impianti industriali. A fine vita sono il tipico olio idraulico esausto.

In pratica vi rientrano gli oli idraulici sostituiti nei cambi periodici di macchine operatrici e di impianti, i residui dei serbatoi e dei filtri, gli sversamenti raccolti e i fluidi contaminati da acqua e da metalli di usura. Sono rifiuti pericolosi, destinati in gran parte alla rigenerazione in nuovi oli base. Gli oli idraulici minerali sono il fluido più comune in macchine di cantiere, di officina e di agricoltura, con volumi anche rilevanti.

Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 13.01. È la voce più frequente del gruppo, accanto agli oli clorurati della 13.01.09* e agli oli sintetici della 13.01.11*. Gli oli usati devono essere raccolti in modo separato per tipo.

L’asterisco segnala la pericolosità: gli oli esausti vanno conservati in contenitori idonei, su bacini di contenimento, e consegnati al Consorzio degli oli usati o a ditte autorizzate. Per imprese edili, officine e aziende agricole, un software per RENTRI che registri gli oli idraulici esausti per macchina e per ritiro aiuta a programmare i cambi e a collegare le uscite ai consumi.

Impresa edile, di movimento terra e di sollevamento

Escavatori, pale, gru e piattaforme hanno circuiti idraulici con decine di litri d’olio, da sostituire periodicamente. L’olio esausto si raccoglie durante la manutenzione, in cantiere o in officina.

L’olio si travasa in fusti o in cisterne etichettate, senza mescolarlo con altri liquidi, e si consegna a ditte autorizzate o al sistema consortile.

Con un gestionale RENTRI l’impresa registra le uscite di olio per mezzo e per cantiere, e può confrontare i consumi tra le diverse macchine.

Officina meccanica e industria con impianti idraulici

Presse, macchine utensili e impianti industriali con centraline idrauliche richiedono cambi d’olio programmati. Il volume dipende dal numero di macchine.

L’olio esausto si filtra per allungarne la vita; quando va sostituito, si raccoglie in fusti etichettati e si consegna a ditte autorizzate. Le centraline si svuotano con pompe di travaso, per evitare perdite sul pavimento.

La gestione rifiuti con RENTRI consente all’officina di collegare ogni ritiro alla centralina da cui l’olio è stato prelevato.

Azienda agricola, contoterzista e officina di macchine agricole

I trattori e le macchine agricole usano oli idraulici in quantità, e il cambio periodico produce olio esausto. Anche in agricoltura, l’olio usato non va disperso nel terreno.

L’olio si raccoglie in taniche e si porta ai centri di raccolta consortili o si consegna a ditte autorizzate; la tenuta di una registrazione dei ritiri è utile.

Un software per RENTRI aiuta l’azienda agricola a registrare i ritiri di olio, se rientra tra i soggetti obbligati, e a conservare i documenti del consorzio.

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