Cosa rientra nel codice EER 13.01.01*, cosa sono gli oli idraulici contenenti PCB e perché sono rifiuti pericolosi e da gestire con particolare attenzione. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli per circuiti idraulici contenenti PCB
Il codice EER 13.01.01* identifica gli oli per circuiti idraulici contenenti PCB, cioè policlorobifenili. I PCB sono composti organici clorurati, stabili e ininfiammabili, usati per decenni come additivi di oli idraulici, dielettrici e termoconduttori, e vietati in Italia da molti anni per la loro tossicità, la persistenza e l’accumulo nella catena alimentare.
In pratica vi rientrano gli oli idraulici di vecchie macchine e impianti, in particolare di apparecchiature industriali, minerarie e di sollevamento costruite prima degli anni ottanta, nei quali il PCB era un componente, oppure oli contaminati per effetto di travasi con fluidi contenenti PCB. Sono oli a bassissima presenza oggi, ma ancora da cercare nei vecchi impianti. I PCB si trovavano in alcuni fluidi idraulici resistenti al fuoco prodotti prima degli anni Ottanta, e restano in impianti mai sostituiti.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 13.01, dedicato agli scarti di oli per circuiti idraulici, nel capitolo 13 degli oli esauriti e dei residui di combustibili liquidi. Si distingue dagli oli idraulici senza PCB delle voci successive, che sono molto più comuni.
L’asterisco segnala la pericolosità: gli oli con PCB vanno tenuti separati da tutti gli altri oli, perché basta una piccola quantità per contaminare l’intero lotto, e conferiti a impianti autorizzati alla distruzione dei PCB. Per chi detiene impianti idraulici storici, un software per RENTRI che registri la sostituzione di ogni fluido con PCB, con la data e il destinatario, aiuta a dimostrare l’adempimento degli obblighi di eliminazione.
Le aziende con impianti idraulici molto vecchi, come presse, ascensori industriali, laminatoi e macchine minerarie, possono avere circuiti con oli contenenti PCB, di cui non si conosceva la composizione.
Prima di sostituire l’olio si esegue un’analisi per verificare la presenza di PCB; se presenti, l’olio si raccoglie in contenitori dedicati e si consegna a ditte specializzate nella distruzione.
Con un gestionale RENTRI l’azienda registra ogni sostituzione di olio con PCB per macchina, e conserva le analisi che ne hanno stabilito la presenza.
Le imprese che dismettono vecchi impianti scoprono talvolta oli con PCB nei circuiti idraulici e dielettrici. La gestione richiede cautele per evitare dispersioni e contaminazioni incrociate.
Il fluido si estrae con attrezzature dedicate, si raccoglie in contenitori a tenuta e si consegna a impianti autorizzati; le attrezzature usate si decontaminano o si smaltiscono.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’impresa di dismissione di collegare ogni ritiro all’impianto smantellato, con peso, analisi e destinatario nello stesso archivio.
Sono pochi in Europa e ricevono rifiuti da molti paesi. Gli impianti di distruzione dei PCB sono pochi in Europa e ricevono rifiuti da molti paesi. L’incenerimento avviene a temperature molto elevate, con tempi di permanenza controllati e con sistemi di abbattimento dei fumi.
Alcuni impianti decontaminano gli apparecchi svuotandoli e lavandoli, in modo da recuperare i metalli che li compongono, mentre l’olio contaminato si distrugge. La documentazione segue ogni lotto fino alla distruzione.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto a collegare ogni lotto ricevuto al produttore e al trattamento eseguito, con la data di distruzione.