Codice EER 13.01.09*: oli idraulici clorurati e RENTRI

13.01.09* · 2026-09-28 · 22:22:24

Codice EER 13.01.09*

oli minerali per circuiti idraulici, clorurati

Scheda del codice EER 13.01.09*, oli minerali per circuiti idraulici clorurati: cosa sono, come distinguerli dai non clorurati, quali attività li producono e come gestire la classificazione nella gestione rifiuti con RENTRI.

Descrizione ufficiale

oli minerali per circuiti idraulici, clorurati

Inquadramento

Il codice 13.01.09* identifica gli oli minerali esausti impiegati nei circuiti idraulici che contengono composti clorurati. Sta nel capitolo 13, dedicato agli oli esauriti e ai residui di combustibili liquidi, e nel sottogruppo 13.01, scarti di oli per circuiti idraulici, perché l'origine del rifiuto è il fluido di trasmissione di potenza di presse, macchine utensili, mezzi di sollevamento e impianti oleodinamici in genere.

La distinzione rispetto al 13.01.10*, oli minerali non clorurati, dipende dalla presenza di cloro nella formulazione o da contaminazioni successive. Fluidi con additivi clorurati, oggi meno diffusi ma ancora presenti in impianti datati, oppure oli mescolati durante l'uso con solventi clorurati rientrano in questa voce. La classificazione va verificata con la scheda di sicurezza del prodotto originale e, in caso di dubbio, con un'analisi di laboratorio sul tenore di cloro.

L'asterisco indica un rifiuto pericoloso. In pratica conviene tenere questo olio separato dalle frazioni non clorurate, perché una miscelazione trascina l'intero lotto nella voce più gravosa e rende più difficile la rigenerazione, orientando il destino verso trattamenti dedicati.

Sul piano documentale il codice compare nei registri e nei formulari. Chi usa un gestionale RENTRI lo trova in anagrafica con l'asterisco e la descrizione ufficiale, un riferimento utile per non confondere le due voci del sottogruppo al momento della registrazione.

Officina di autoriparazione

Un'officina lavora con ponti sollevatori, presse da banco e attrezzature oleodinamiche che ogni tanto richiedono lo spurgo o la sostituzione del fluido. Se il circuito è vecchio o alimentato con un olio a base clorurata, il rifiuto va nel 13.01.09*.

Il caso più frequente però è la contaminazione. Nel reparto si usano sgrassanti e pulitori freni che possono contenere solventi clorurati; quando finiscono nella stessa cisternetta dell'olio idraulico, il tenore di cloro sale e la voce non clorurata non è più difendibile.

Per questo molte officine tengono un contenitore dedicato e registrano il codice con il proprio software per RENTRI fin dal primo conferimento, senza attendere il ritiro.

Stabilimento metalmeccanico

Presse oleodinamiche, cesoie, piegatrici e centri di lavoro con circuiti idraulici centralizzati contengono centinaia di litri di fluido. Le sostituzioni programmate e gli interventi su guarnizioni e pompe generano olio esausto in quantità rilevanti.

Negli impianti installati anni fa non è raro trovare oli con additivi antiusura a base di cloro, scelti per prestazioni sotto carico. Finché il fluido resta quello originale, il rifiuto è classificato 13.01.09*; se lo stabilimento ha già convertito il parco macchine a oli non clorurati, la voce corretta cambia.

Il reparto manutenzione tiene traccia di quale macchina alimenta ciascun fusto, così la gestione rifiuti con RENTRI parte da un'attribuzione documentata e non da una stima.

Autodemolitore

Chi mette in sicurezza veicoli fuori uso, in particolare mezzi pesanti, gru, escavatori e furgoni con sponde idrauliche, drena i circuiti prima della demolizione. La composizione del fluido spesso non è nota: il veicolo arriva senza storico di manutenzione e il serbatoio può contenere miscele di prodotti diversi.

In assenza di informazioni affidabili, l'impianto fa analizzare il tenore di cloro sui lotti raccolti oppure adotta per prudenza il codice 13.01.09*. Tenere separati gli oli idraulici dei mezzi da lavoro rispetto a quelli delle autovetture riduce il volume da trattare come clorurato.

Un gestionale RENTRI aiuta a legare ogni lotto al veicolo o alla partita di provenienza, così la scelta del codice resta tracciabile.

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