Cosa rientra nel codice EER 13.01.09*, perché gli oli minerali clorurati per circuiti idraulici sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli minerali per circuiti idraulici, clorurati
Il codice EER 13.01.09* identifica gli oli minerali per circuiti idraulici clorurati. Sono oli idraulici a base minerale che contengono composti clorurati, aggiunti come additivi antiusura o presenti come contaminanti: oggi sono rari, ma si trovano ancora in macchinari e impianti di una certa età.
In pratica vi rientrano gli oli idraulici di vecchie macchine utensili e di presse con additivi clorurati, gli oli contaminati da solventi clorurati e da altri fluidi alogenati per travasi o sversamenti, e gli oli di impianti sottoposti a riparazioni. La presenza di cloro rende l’olio più difficile da rigenerare. Gli additivi clorurati degli oli idraulici non sono più comuni, ma restano presenti in macchine di una certa età.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 13.01. Si distingue dagli oli idraulici non clorurati della voce 13.01.10*, che sono di gran lunga i più comuni, e dagli oli con PCB della voce 13.01.01*.
L’asterisco segnala la pericolosità: l’olio clorurato va tenuto separato, perché anche una piccola quantità può contaminare un grosso lotto di olio non clorurato, e conferito a ditte autorizzate. Per un’officina con macchinari datati, un gestionale RENTRI che registri a parte gli oli clorurati, con le analisi sul cloro, aiuta a tenerli distinti dagli oli minerali non clorurati.
Le macchine di una certa età possono contenere oli idraulici con additivi clorurati. Alla sostituzione, l’olio esausto va analizzato per verificarne il contenuto di cloro.
L’olio esausto si raccoglie in contenitori dedicati, separato dall’olio comune, e si consegna a ditte autorizzate; l’analisi del cloro orienta la destinazione.
Con un software per RENTRI l’officina registra le uscite di olio idraulico per macchina e per periodo, e conserva le analisi sul contenuto di cloro.
In un’officina può capitare di contaminare olio idraulico con solventi clorurati usati per la pulizia. Il risultato è un olio clorurato, da gestire con il codice appropriato.
L’olio contaminato si isola subito, si etichetta e si consegna a ditte autorizzate; la segregazione dei flussi riduce i volumi di olio da classificare come clorurato.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda di collegare ogni ritiro di olio contaminato al travaso o all’incidente che lo ha generato.
Gli operatori che raccolgono oli industriali per la rigenerazione analizzano ogni carico per il contenuto di cloro e di PCB. I lotti con cloro vanno a impianti specifici.
Ogni carico si accetta dopo analisi; il lotto contaminato si separa e si destina a recupero energetico o a distruzione. Il lotto contaminato non si rigenera e va a recupero energetico o a trattamento.
Un gestionale RENTRI aiuta il centro di raccolta a registrare ogni carico con l’esito dell’analisi, utile per scegliere il destino del lotto.