10.02.11* · 2026-09-28 · 18:08:42
Il codice EER 10.02.11* copre fanghi, morchie e residui filtranti che escono dal trattamento delle acque di raffreddamento in siderurgia quando sono presenti oli. Origine, motivo della pericolosita e attivita che lo producono, con qualche nota pratica sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenenti oli
Il codice 10.02.11* identifica i residui che si formano quando le acque di raffreddamento di un impianto siderurgico vengono trattate prima del ricircolo o dello scarico. In acciaieria l'acqua serve a raffreddare forni, lingottiere, rulli di colata continua, cilindri di laminazione e circuiti idraulici. Lungo il percorso raccoglie scaglia, particolato metallico e soprattutto oli e grassi che sfuggono da lubrificazioni, tenute e martinetti. Il trattamento (decantazione, disoleazione, filtrazione, flottazione) separa questi contaminanti e li concentra in fanghi, morchie e materiale filtrante esausto. Sono questi i rifiuti coperti dal codice.
La collocazione nel capitolo 10 dipende dall'origine: si tratta di rifiuti da processi termici, e il sottogruppo 10.02 li riferisce all'industria siderurgica. La voce e lo specchio del 10.02.12, che copre lo stesso residuo quando gli oli sono assenti. La distinzione pesa: la presenza di oli rende il rifiuto pericoloso, con l'asterisco, e in pratica comporta una caratterizzazione analitica per confermare la classificazione, uno stoccaggio separato dalle frazioni non pericolose e una tracciabilita puntuale dei movimenti.
Sul piano operativo il produttore deve sapere quanto ne genera, dove e con quale frequenza. Un gestionale RENTRI che associa il codice al punto di produzione, ai cassoni e ai formulari aiuta a tenere in ordine i dati senza doppie registrazioni.
In un'acciaieria a forno elettrico il raffreddamento e continuo: pannelli del forno, volta, elettrodi, lingottiera e segmenti della colata continua lavorano con acqua in circuito chiuso o semichiuso. Il circuito secondario, quello che tocca direttamente la bramma o la billetta, raccoglie scaglia e olio proveniente dai riduttori dei rulli e dagli impianti idraulici.
L'acqua passa in fosse di decantazione, disoleatori a pacchi lamellari e filtri a sabbia. Il fango oleoso di fondo fossa, le morchie raccolte in superficie e la sabbia esausta sporca di olio rientrano nel 10.02.11*. Le quantita variano con i turni di colata e con le pulizie programmate delle fosse, che generano picchi da registrare a parte.
Un laminatoio a caldo usa grandi volumi di acqua per raffreddare cilindri, guide e tavole a rulli, oltre che per la descagliatura a pressione. Cilindri e cuscinetti sono lubrificati a olio, e le perdite finiscono nel canale scaglia insieme all'ossido staccato dal laminato.
Nella fossa scaglia il materiale grosso si deposita e viene recuperato, ma la frazione fine resta legata all'olio e forma un fango che non puo essere reimpiegato tal quale. A questo si aggiungono i residui dei disoleatori e le acque di lavaggio dei filtri. Il tutto viene classificato 10.02.11*. Il gestore del laminatoio deve tenere separato questo flusso dalla scaglia pulita, che segue codici e destini differenti.
Le imprese specializzate che intervengono negli stabilimenti siderurgici per svuotare fosse, pulire torri evaporative e bonificare serbatoi del circuito di raffreddamento maneggiano direttamente il rifiuto. L'intervento avviene in fermata impianto, con autospurgo e pompe che aspirano fanghi e acque oleose dal fondo dei bacini.
Quando il contratto prevede che il rifiuto resti in capo allo stabilimento, l'impresa opera come trasportatore. In altri casi il residuo di pulizia viene prodotto e caricato direttamente dall'impresa, che lo classifica 10.02.11* in base all'origine e alle analisi. La corretta attribuzione del produttore e un punto delicato: un software per RENTRI che gestisce piu cantieri e piu ruoli evita errori nella compilazione di registro e formulari.