Cosa rientra nel codice EER 10.02.10, cosa sono le scaglie di laminazione e quali attività le producono, dai laminatoi alle forge. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scaglie di laminazione
Il codice EER 10.02.10 identifica le scaglie di laminazione, cioè gli strati di ossido di ferro che si formano sulla superficie dell’acciaio riscaldato e che si staccano durante la laminazione, la forgiatura o il trattamento termico. Sono scaglie nerastre o grigie, composte da ossidi di ferro come wüstite, magnetite ed ematite.
In pratica vi rientrano le scaglie raccolte nelle fosse sotto i laminatoi, quelle rimosse dalle superfici con getti d’acqua ad alta pressione, le scaglie decantate nei fanghi degli impianti di trattamento delle acque. Sono materiali ricchi di ferro, in genere oltre il settanta per cento, e quindi utili come materia prima secondaria. Le scaglie hanno un colore grigio scuro o bluastro e si staccano a pezzi quando l’acciaio caldo viene raffreddato all’acqua.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 10.02, dedicato ai rifiuti dell’industria siderurgica. Non va confusa con le scaglie di forgiatura di piccole officine, che possono ricadere in altre voci, né con i fanghi contenenti oli, che hanno altri codici.
Il codice non porta asterisco, ma la presenza di oli di laminazione può cambiare la classificazione, per questo le scaglie vanno tenute separate da fanghi oleosi. Per un laminatoio, una forgia o un’azienda di trattamenti termici, un software per RENTRI che registri le scaglie vendute o conferite, con peso e destinatario, aiuta a distinguerle dai fanghi oleosi.
Nei treni di laminazione a caldo, l’acciaio perde scaglie a ogni passaggio. Le scaglie si raccolgono in canali di scarico, si decantano e si estraggono con benne dalle fosse sottostanti.
Le scaglie pulite si reimmettono nel ciclo siderurgico come fonte di ferro, nei processi di agglomerazione o di fusione; le frazioni oleose o contaminate seguono altri codici.
Con un gestionale RENTRI il laminatoio registra lo svuotamento delle fosse di decantazione con data e peso, e annota quali partite tornano nel ciclo siderurgico e quali escono come rifiuto.
Le forge e le officine di stampaggio producono scaglie di ossido che cadono sotto le presse e i forni, raccolte nei sottofondi dei reparti.
Le scaglie si raccolgono con regolarità in contenitori, senza mescolarle con oli o con altri scarti, e si vendono o si consegnano a recuperatori di ferro. Le scaglie pulite hanno un valore di mercato come materia prima secondaria per l’industria del ferro.
La gestione rifiuti con RENTRI consente alla forgia di collegare le scaglie raccolte sotto le presse ai turni di produzione, e di tenere i documenti di vendita al recuperatore di ferro.
I trattamenti termici di pezzi in acciaio, come la tempra e la ricottura, producono scaglie superficiali che si rimuovono con sabbiatura o con decapaggio.
Le scaglie rimosse a secco si raccolgono come tali; quelle rimosse con bagni acidi finiscono in fanghi con altri codici. Le scaglie oleose vanno tenute distinte, perché il contenuto di olio ne cambia la classificazione e la destinazione.
Un software per RENTRI aiuta l’azienda di trattamenti termici a registrare separatamente le scaglie rimosse a secco, con peso e destinatario, e quelle finite in fanghi con altro codice.