Cosa rientra nel codice EER 09.01.13*, cosa sono i rifiuti liquidi acquosi prodotti dal recupero in loco dell’argento e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
rifiuti liquidi acquosi prodotti dal recupero in loco dell’argento, diversi da quelli di cui alla voce 09 01 06
Il codice EER 09.01.13* identifica i rifiuti liquidi acquosi prodotti dal recupero in loco dell’argento, diversi da quelli della voce 09.01.06*. Sono le soluzioni che escono dai recuperatori elettrolitici e dagli impianti di scambio ionico, con ancora tracce di argento, tiosolfati e altri sali.
In pratica vi rientrano le soluzioni di fissaggio impoverite dopo l’elettrolisi, le acque di risciacquo dei recuperatori, i liquidi di rigenerazione delle resine e i residui liquidi delle vasche di precipitazione. Non sono più ricchi d’argento come il fissaggio originale, ma restano pericolosi per l’ambiente acquatico. Dopo il recuperatore il liquido è più povero di argento, ma resta un rifiuto liquido da non scaricare, perché i tiosolfati danneggiano gli impianti di depurazione.
Si distingue dai rifiuti con argento solidi o fangosi della voce 09.01.06* e dai bagni di fissaggio originali della voce 09.01.04*: la scelta dipende dalla fase del processo.
L’asterisco segnala la pericolosità: i liquidi vanno raccolti in taniche chiuse ed etichettate, mai scaricati in fognatura, e conferiti a ditte autorizzate. Per un laboratorio con recuperatore elettrolitico, un software per RENTRI che registri le soluzioni impoverite ritirate, con volume e destinatario, aiuta a controllare quanto argento resta nello scarico.
Dopo l’elettrolisi del fissaggio, la soluzione impoverita di argento viene scaricata dal recuperatore. Contiene ancora tiosolfati e tracce di metallo ed è un rifiuto liquido pericoloso.
La soluzione esausta si raccoglie in taniche dedicate e si consegna a ditte autorizzate; il corretto funzionamento del recuperatore riduce l’argento residuo. La verifica periodica dell’efficienza del recuperatore riduce l’argento residuo.
Con un gestionale RENTRI il laboratorio registra le soluzioni impoverite per ciclo del recuperatore, con volume e data, e conserva le analisi del contenuto di argento.
Gli impianti con scambio ionico o cartucce di recupero producono liquidi di rigenerazione e acque di risciacquo con tracce d’argento. Sono rifiuti liquidi pericolosi in volumi contenuti.
I liquidi si raccolgono e si consegnano a ditte autorizzate insieme agli altri rifiuti fotografici, con le registrazioni di legge. Il confronto con il fornitore del recuperatore aiuta a capire quanto argento resta nel liquido scaricato.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al centro radiologico di collegare i liquidi di rigenerazione e di risciacquo alla cartuccia sostituita, e di verificare quanto metallo viene perso.
Le ditte che installano e curano i recuperatori d’argento raccolgono i liquidi di scarto durante la manutenzione, sia dei propri clienti sia dei propri laboratori.
I liquidi si travasano in contenitori idonei, con etichetta, e si consegnano a impianti di trattamento autorizzati; la tracciabilità attribuisce il rifiuto al cliente. Le analisi del liquido, se richieste dall’impianto di destinazione, vanno conservate insieme ai documenti di trasporto.
Un software per RENTRI aiuta la ditta di manutenzione a registrare i liquidi raccolti presso i clienti, con il luogo di prelievo, e a imputare ciascun carico al produttore corretto.