Cosa rientra nel codice EER 08.01.12, quando le pitture e vernici di scarto non sono pericolose e quali attività le producono, dagli imbianchini ai produttori. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 11
Il codice EER 08.01.12 identifica le pitture e le vernici di scarto diverse da quelle della voce 08.01.11*, cioè prive di solventi organici o di altre sostanze pericolose in concentrazioni rilevanti. Sono tipicamente idropitture e vernici all’acqua, quando la scheda di sicurezza non evidenzia caratteristiche di pericolo.
In pratica vi rientrano le rimanenze di pitture murali traspiranti, i fondi e le finiture all’acqua, i prodotti scaduti e i barattoli con residui di vernice acrilica. Si tratta di materiali che, una volta induriti, perdono ulteriormente la reattività e sono più semplici da gestire. Una pittura traspirante è spesso a base di silicati o di calce, e le sue rimanenze si presentano come una pasta chiara che indurisce nel barattolo.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 08.01, dedicato ai rifiuti di pitture e vernici. È la gemella non pericolosa della 08.01.11* e la scelta tra le due voci dipende dalla scheda di sicurezza e, se serve, da analisi che dimostrino l’assenza di sostanze pericolose sopra soglia.
Il codice non porta asterisco, ma resta importante verificare la scheda di sicurezza di ogni prodotto, perché anche molte pitture all’acqua contengono conservanti o additivi classificati. Per un imbianchino, un colorificio o una rivendita, un gestionale RENTRI che registri le pitture di scarto, con peso e destinatario, aiuta a sostenere con la scheda l’assenza di sostanze pericolose.
Nei cantieri di tinteggiatura avanzano ogni giorno rimanenze di idropitture e fondi all’acqua. Quando la scheda di sicurezza esclude pericoli, il rifiuto rientra nella voce non pericolosa e può avere una gestione più semplice.
I residui si lasciano indurire nei contenitori, se possibile, e si conferiscono a impianti di recupero o smaltimento autorizzati; le pitture liquide non vanno mai scaricate in fognatura.
Con un software per RENTRI l’impresa edile registra le rimanenze di idropitture ritirate per cantiere, con data e quantità, e archivia le schede che escludono solventi e biocidi in soglia.
I colorifici che producono idropitture generano residui di lotti non conformi, fondi di serbatoio e prodotti scaduti. Le acque di lavaggio, invece, hanno altre voci.
I residui liquidi sono destinati a trattamento chimico-fisico o a essiccazione e smaltimento dei solidi presso impianti autorizzati; riutilizzare le rimanenze nelle produzioni di tinte scure riduce lo scarto.
La gestione rifiuti con RENTRI consente al colorificio di collegare i lotti non conformi e i fondi di serbatoio ai periodi di produzione, e di tenere i residui liquidi distinti dai solidi.
Le rivendite di materiali per l’edilizia hanno scorte di prodotti scaduti o rovinati, barattoli ammaccati e rimanenze di tintometri. Se le schede escludono pericoli, il materiale è un rifiuto non pericoloso.
Le giacenze sono inventariate e ritirate da operatori autorizzati, con la documentazione di accompagnamento; la separazione dalle vernici a solvente evita errori. Le giacenze scadute vanno separate subito da quelle valide, per non rischiare errori di prelievo e per documentare la quantità avviata a smaltimento.
Un gestionale RENTRI aiuta la rivendita di vernici a registrare le giacenze scadute eliminate, con il lotto, la data e l’operatore autorizzato che le ritira.