Codice EER 08.01.12: pitture e vernici, gestione RENTRI

08.01.12 · 2026-09-28 · 16:30:58

Codice EER 08.01.12

pitture e vernici di scarto non pericolose e gestione con RENTRI

Il codice EER 08.01.12 identifica le pitture e vernici di scarto che non contengono solventi organici o altre sostanze pericolose. Chi lo produce, come si distingue dalla voce a specchio 08 01 11* e come tracciarlo con un software per RENTRI.

Descrizione ufficiale

pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 11

Inquadramento

Il codice 08.01.12 raccoglie le pitture e le vernici di scarto che non rientrano nella voce 08 01 11, cioè quelle prive di solventi organici o di altre sostanze pericolose in quantità tali da rendere il rifiuto pericoloso. In pratica parliamo di idropitture, tempere, smalti all'acqua, fondi e finiture a base acquosa rimasti nei barattoli, avanzi di cantiere, lotti fuori specifica o prodotti scaduti a magazzino.

Il codice sta nel capitolo 08 perché il catalogo europeo classifica i rifiuti in base al processo che li genera: produzione, formulazione, fornitura e uso di rivestimenti. Il sottogruppo 08 01 restringe il campo alle pitture e alle vernici, comprese le fasi di rimozione. Ne consegue che il 08.01.12 può comparire tanto nei documenti di chi le fabbrica quanto in quelli dell'imbianchino che le applica.

La voce è a specchio con la 08 01 11*. La scelta tra le due non si fa a occhio: serve conoscere la composizione del prodotto, in genere attraverso la scheda di sicurezza o un'analisi, e verificare che non siano superate le soglie per le caratteristiche di pericolo. Solo a quel punto il rifiuto va al codice non pericoloso.

Sul piano operativo il 08.01.12 segue le regole ordinarie dei rifiuti speciali non pericolosi. Per chi tiene registro e formulari in formato digitale, un software per RENTRI aiuta a mantenere coerente la codifica tra le diverse movimentazioni ed evita che lo stesso scarto venga registrato una volta come pericoloso e una volta come non pericoloso.

Impresa di tinteggiatura e decorazione edile

Chi tinteggia interni ed esterni lavora prevalentemente con idropitture, traspiranti, lavabili e smalti all'acqua. A fine cantiere restano fondi di secchio, colori miscelati al tintometro che non servono più, latte ammaccate o aperte da tempo che non conviene riutilizzare.

Se il prodotto è a base acquosa e la scheda di sicurezza non indica componenti pericolosi, questi avanzi vengono conferiti come 08.01.12. Il residuo va tenuto separato dai contenitori vuoti, che hanno codici propri nel capitolo 15, e dagli scarti di sverniciatura.

Le imprese con più squadre accumulano volumi frammentati su cantieri diversi: raccoglierli in un deposito unico e registrare i movimenti in un gestionale RENTRI evita di perdere il filo tra date, quantità e destinatari.

Colorificio e rivendita di pitture

Il colorificio produce questo rifiuto senza mai stendere una mano di colore. Le cause sono i lotti scaduti, i barattoli danneggiati durante il trasporto, i resi dei clienti che non possono tornare a scaffale e le tinte preparate al tintometro e poi non ritirate.

Per un punto vendita il problema è la varietà: sullo stesso bancale possono convivere prodotti all'acqua e prodotti a solvente. La distinzione tra 08.01.12 e 08.01.11* va fatta prodotto per prodotto, leggendo le schede di sicurezza, e non sulla base del volume prevalente.

Quando la rivendita è anche produttore del rifiuto ai fini del registro, la gestione rifiuti con RENTRI richiede di associare a ogni carico il codice corretto, cosa che un software dedicato semplifica riprendendo le anagrafiche dei prodotti.

Falegnameria e produzione di mobili

Le falegnamerie che sono passate alle finiture all'acqua generano 08.01.12 in modo continuativo. Le fonti sono i fondi delle taniche di impregnante e vernice, i residui delle vasche della pistola a spruzzo a fine turno, le vernici che hanno superato il tempo di conservazione dopo l'apertura e le partite di colore preparate per una commessa e non consumate.

Va prestata attenzione ai reparti misti: se convivono cicli poliuretanici a solvente e cicli acrilici all'acqua, i due flussi devono restare separati fin dal punto di raccolta, altrimenti la miscela va classificata con il codice pericoloso.

Con un flusso settimanale di piccoli quantitativi, tenere il registro cronologico su un software per RENTRI aiuta a documentare le quantità per ciascun codice e a preparare il formulario senza ricostruire i dati a posteriori.

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