Cosa rientra nel codice EER 07.07.12, quando i fanghi del trattamento in loco degli effluenti della chimica fine non sono pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 07 11
Il codice EER 07.07.12 identifica i fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti della produzione di prodotti della chimica fine e di prodotti chimici non specificati altrimenti, diversi da quelli che contengono sostanze pericolose della voce 07.07.11*. Si tratta di uno dei flussi più eterogenei del capitolo, perché la chimica fine lavora per piccoli lotti con processi molto diversi tra loro.
Gli impianti multipurpose della chimica fine cambiano spesso prodotto, e a ogni campagna lavano reattori, filtri e colonne con acqua e solventi, che finiscono nel depuratore insieme a intermedi di sintesi e sali. Il fango che ne deriva è difficile da prevedere, e la sua composizione si conosce davvero solo attraverso analisi ripetute nel tempo.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 07.07. È la gemella non pericolosa della 07.07.11* e la scelta tra le due voci si fa sulla caratterizzazione analitica del fango, da aggiornare nel tempo e a ogni variazione del processo.
Il codice non porta asterisco, ma la classificazione va dimostrata con le analisi, perché un cambio di prodotto può far comparire sostanze pericolose. Quando il processo comprende reazioni con metalli o con composti alogenati, la ricerca analitica va indirizzata su queste famiglie di sostanze. Nella chimica fine il fango del depuratore cambia con i prodotti lavorati: un gestionale RENTRI che affianchi ai ritiri le analisi di ciascun periodo aiuta a motivare il codice 07.07.12 nel tempo.
Il depuratore di uno stabilimento di chimica fine produce fanghi biologici e chimico-fisici. In un impianto multipurpose il depuratore riceve in giorni diversi reflui molto diversi, per pH, carico organico e salinità, e il trattamento deve adattarsi a queste oscillazioni.
I fanghi si disidratano in filtropressa e si accumulano nel deposito temporaneo, dove il responsabile verifica che i cassoni siano coperti e identificati con il codice, con le date di riempimento ben visibili.
Un gestionale RENTRI che collega ogni uscita di fango al lotto di produzione prevalente nelle settimane precedenti aiuta a spiegare eventuali variazioni nelle analisi.
I depuratori consortili che trattano reflui di aziende chimiche producono fanghi che, in molti casi, restano al di sotto delle soglie di pericolo, ma richiedono monitoraggio attento. Il consorzio accoglie aziende di settori diversi, e il fango che risulta è una sintesi dei loro scarichi, molto più variabile rispetto a quello di un singolo stabilimento.
Per cogliere i cambiamenti si usano campioni medi su periodi lunghi e controlli a sorpresa sui parametri più critici, in modo da individuare a monte chi ha modificato il proprio scarico.
Un software per RENTRI che organizzi per periodo le uscite dei fanghi aiuta il gestore a mostrare, in caso di controllo, la continuità della tracciabilità.
Un’azienda di aromi lavora piccoli volumi di sostanze organiche, e i suoi reflui, dopo il lavaggio dei miscelatori, passano in un trattamento semplice che genera poco fango, ricco di sostanza organica.
Poiché le miscele cambiano a ogni ordine, il responsabile ambientale tiene un registro delle formulazioni lavorate nei periodi in cui il fango si è formato, così da poterne spiegare la composizione in caso di verifica.
Per chi fa pochi ritiri in un anno, registrare su RENTRI ogni uscita con la data dell’ultima analisi evita di scoprire all’ultimo momento che la caratterizzazione è scaduta.