Cosa rientra nel codice EER 07.07.10*, cosa sono gli altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti non alogenati della chimica fine e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti
Il codice EER 07.07.10* identifica gli altri residui di filtrazione e gli assorbenti esauriti della produzione di prodotti della chimica fine e di prodotti chimici non specificati altrimenti, cioè quelli non alogenati.
In pratica vi rientrano i panelli e i teli di filtropressa impregnati di prodotto, i carboni attivi esausti, le terre decoloranti e le farine fossili contaminate da prodotti organici, le cartucce filtranti e i setacci molecolari saturi. Lo smaltimento incide sul costo del prodotto, e un buon controllo della frequenza di sostituzione dei filtri aiuta a ridurlo.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 07.07. Si distingue dalla voce 07.07.09*, che riguarda gli assorbenti alogenati: in assenza di alogeni sono più ampie le opzioni di recupero energetico e meno oneroso il trattamento.
Il rifiuto è pericoloso: panelli, carboni e cartucce esauste si conservano in contenitori chiusi e si consegnano a impianti autorizzati, in genere all’incenerimento. Per un’azienda di chimica fine con più linee, un gestionale RENTRI che affianchi ogni ritiro al reparto di provenienza semplifica il confronto tra un periodo e l’altro.
Gli impianti di sintesi usano filtri a pressa, carboni e terre per chiarificare le soluzioni di prodotto e rimuovere impurità. Le campagne cambiano da un prodotto all’altro, e con esse il tipo di materiale filtrante da sostituire e la quantità di residuo.
I filtri si sostituiscono secondo un programma legato al volume prodotto, e i panelli si scaricano dalla filtropressa in contenitori chiusi, per ridurre l’esposizione degli operatori.
Con un software per RENTRI l’azienda registra ciascuna sostituzione con la quantità di materiale esausto prodotto e il destino scelto.
Le linee di produzione di aromi e fragranze filtrano le soluzioni prima del confezionamento. I filtri, le membrane e le cartucce esauste sono impregnati di prodotto e vanno gestiti come rifiuto pericoloso.
Le linee di aromi usano filtri a cartuccia di vari materiali: una volta esausti, vanno sgocciolati e sigillati, perché i profumi persistenti sono fastidiosi anche a distanza.
La gestione rifiuti con RENTRI offre al produttore un archivio dei ritiri per linea di produzione, utile quando le formulazioni cambiano nel corso dell’anno.
Un laboratorio di ricerca e sviluppo della chimica fine lavora con piccole quantità di molti reagenti, e produce filtri e materiali assorbenti impregnati di sostanze diverse e a volte poco note.
Il responsabile del laboratorio raccoglie i materiali per famiglie di sostanze compatibili e annota data e contenuto sui contenitori, per evitare miscele non previste.
Un gestionale RENTRI permette di registrare pochi ritiri ben documentati, senza dover ricostruire a memoria quanto è uscito dal laboratorio.