02.01.03 · 2026-09-28 · 12:01:58
Il codice EER 02.01.03 raccoglie gli scarti di tessuti vegetali prodotti in agricoltura, orticoltura e selvicoltura. Cosa rientra nel codice, quali aziende lo producono e come impostarlo nella gestione rifiuti con RENTRI.
scarti di tessuti vegetali
Il codice EER 02.01.03 identifica gli scarti di tessuti vegetali che si formano nella fase agricola vera e propria: coltivazione, raccolta, prima pulizia del prodotto in campo o in azienda. Rientrano qui potature, ramaglie, foglie, erba tagliata, residui colturali lasciati dopo la raccolta, scarti di ortaggi e frutta non commerciabili, bucce e torsoli da cernita, paglia e fieno degradati che non hanno più un impiego.
La collocazione nel capitolo 02 e nel sottogruppo 02.01 dipende dall'origine del materiale, non dalla sua composizione. Lo stesso residuo vegetale, se prodotto dalla manutenzione di un parco pubblico o dalla lavorazione industriale di alimenti, ricade in codici diversi. Il 02.01.03 va usato quando il produttore è un'azienda agricola, orticola, forestale o assimilata e il residuo esce dal ciclo produttivo come rifiuto.
Il codice non è pericoloso e non porta l'asterisco. Questo semplifica la classificazione ma non elimina le scelte da fare. Molte aziende reimpiegano gli scarti vegetali in campo o li avviano a compostaggio e digestione anaerobica, e in quei casi va verificato caso per caso se il materiale sia rifiuto oppure no. Quando lo è, per i soggetti tenuti alla tracciabilità il riferimento è il RENTRI, e un software per RENTRI aiuta a tenere allineati registro, movimentazioni e codice attribuito senza dover ricostruire tutto a fine anno.
Un'azienda che coltiva frutta e ortaggi produce scarti di tessuti vegetali in più punti del ciclo. Alla raccolta restano in campo piante di pomodoro, zucchine e melanzane a fine produzione, foglie esterne di insalate e cavoli, frutti caduti o danneggiati. In magazzino la cernita elimina pezzi fuori calibro, bucce, torsoli e prodotto marcescente che non può andare né alla vendita né alla trasformazione.
A questi si aggiungono le potature del frutteto, che in molti casi vengono trinciate e lasciate sul posto ma talvolta devono essere allontanate, per esempio in presenza di fitopatie.
Quando questi materiali vengono conferiti a un impianto, il codice corretto è il 02.01.03. Un gestionale RENTRI consente di registrare i quantitativi per lotto o per campagna e di collegare ogni movimentazione al trasportatore e all'impianto di destinazione.
Nel vigneto gli scarti di tessuti vegetali si concentrano in due periodi. La potatura invernale produce tralci e legno di risulta, mentre in estate cimature e sfogliature generano volumi minori ma continui. Alla vendemmia si aggiungono grappoli scartati in campo, foglie raccolte con la macchina e raspi separati prima dell'ingresso in cantina.
Il punto delicato è la linea di confine con la parte di trasformazione. Vinacce, fecce e residui di pigiatura appartengono ad altri codici del capitolo 02, riferiti alla produzione di bevande, e vanno tenuti distinti sia fisicamente sia nei documenti.
Chi gestisce vigneto e cantina nella stessa ragione sociale ha interesse a impostare la gestione rifiuti con RENTRI per unità locale e per codice, così che i residui di campo classificati 02.01.03 non finiscano confusi con quelli di cantina nei registri.
Il vivaio è un produttore tipico di scarti di tessuti vegetali, spesso sottovalutato. Le piante invendute a fine stagione, i soggetti che non superano la selezione, le potature di formazione su alberi e arbusti, gli sfalci delle aree a coltura in pieno campo e i residui di taglio per la produzione di fiori recisi confluiscono tutti nel codice 02.01.03.
Il problema pratico è la purezza del flusso. Vasi in plastica, substrati di coltivazione, reti e legacci non sono tessuti vegetali e, se restano mescolati agli scarti, cambiano la natura del rifiuto e il codice da attribuire. Serve una separazione a monte, già nelle zone di lavorazione.
Per i vivai tenuti alla tracciabilità, un software per RENTRI aiuta a documentare i conferimenti periodici, a controllare le giacenze in deposito e a ritrovare rapidamente i dati quando l'impianto di compostaggio richiede la caratterizzazione del materiale.