Cosa rientra nel codice EER 02.01.02, perché gli scarti di tessuti animali prodotti dalle attività agricole e zootecniche non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dagli allevamenti alle aziende agricole. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scarti di tessuti animali
Il codice EER 02.01.02 identifica gli scarti di tessuti animali che si producono nelle attività agricole e zootecniche, cioè le parti e i residui di origine animale che non proseguono verso il consumo o la trasformazione. Sono materiali organici di origine animale generati a monte della filiera alimentare industriale.
In pratica vi rientrano i resti e le parti animali non destinate al consumo, i tessuti, il grasso e la pelle di scarto, i residui zootecnici e gli scarti di eventuali operazioni di macellazione aziendale. È materiale organico deperibile, da gestire con attenzione e tempestività. Gli scarti di tessuti animali sono tra i materiali a maggior rischio sanitario, e per questo la loro conservazione richiede freddo e tempi brevi.
Va tenuta distinta dagli scarti di tessuti animali della lavorazione industriale di carne e pesce (02.02.02), che nascono negli stabilimenti alimentari, e dagli scarti di tessuti vegetali (02.01.03).
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, trattandosi di materiale organico; la gestione dei sottoprodotti di origine animale segue però regole sanitarie specifiche, che vanno rispettate nella raccolta e nel conferimento a impianti autorizzati. Per un allevamento, un’azienda con macellazione o un impianto di acquacoltura, un gestionale RENTRI che registri gli scarti consegnati, con peso e destinatario, aiuta a collegarli al registro dei sottoprodotti di origine animale.
Un allevamento produce, accanto alle deiezioni, scarti di tessuti animali dalle normali operazioni aziendali, dai capi non idonei alle parti di origine animale che non proseguono nella filiera. Sono materiali organici deperibili da gestire tempestivamente.
La raccolta avviene in contenitori idonei e refrigerati quando serve, nel rispetto delle regole sanitarie sui sottoprodotti di origine animale, con conferimento a impianti autorizzati. I volumi dipendono dalla dimensione dell’allevamento.
Con un software per RENTRI l’allevamento registra gli scarti consegnati con data e peso, e archivia accanto i documenti sanitari che accompagnano ogni ritiro.
Un’azienda agricola che effettua una piccola macellazione aziendale mette da parte ritagli, parti e tessuti animali non destinati al consumo. Questi scarti organici rientrano tra gli scarti di tessuti animali del settore agricolo.
La gestione richiede raccolta separata, conservazione idonea e conferimento a impianti autorizzati al trattamento dei sottoprodotti di origine animale. Tenerli distinti dagli altri rifiuti aziendali è essenziale per ragioni sanitarie.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda agricola con piccola macellazione di collegare i ritiri ai periodi di lavorazione, e di tenere insieme le regole sanitarie e la documentazione dell’impianto.
Un impianto di acquacoltura produce scarti di tessuti animali dalle operazioni di selezione e dalle perdite del ciclo di allevamento ittico. Sono materiali organici deperibili che richiedono una gestione tempestiva.
La raccolta e la conservazione avvengono con le cautele previste per i sottoprodotti di origine animale, con conferimento a impianti autorizzati. I volumi variano con i cicli di allevamento e le lavorazioni.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di acquacoltura a registrare gli scarti dalle operazioni di selezione e le perdite del ciclo, con la conservazione refrigerata e la data di ogni conferimento.