Cosa rientra nel codice EER 02.01.01, perché i fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia delle attività agricole non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dalle aziende ortofrutticole agli allevamenti. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia
Il codice EER 02.01.01 identifica i fanghi che si formano lavando e pulendo i prodotti agricoli, le attrezzature, i mezzi e i locali di un’azienda agricola. Sono residui semisolidi fatti di acqua di lavaggio, terra, residui vegetali e sedimenti, che si depositano sul fondo delle vasche e dei sistemi di raccolta.
In pratica vi rientrano i fanghi del lavaggio di ortaggi e prodotti raccolti, i fanghi terrosi della pulizia di cassette, attrezzature e mezzi agricoli, i sedimenti delle acque di lavaggio e i residui di decantazione della pulizia di magazzini e locali. È il materiale che resta a monte della vendita o della trasformazione, legato alle operazioni di pulizia.
Nell’elenco europeo la voce apre il sottocapitolo 02.01, dedicato ai rifiuti di agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, all’interno del capitolo 02. Va tenuta distinta dagli scarti di tessuti vegetali (02.01.03), che sono materiale vegetale vero e proprio, e dalle feci e dal letame (02.01.06), che hanno origine e gestione diverse.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, perché si tratta di fango terroso e vegetale di origine agricola; resta la verifica che non vi siano contaminazioni da prodotti fitosanitari o altre sostanze. Avviato a recupero, può trovare impiego agronomico o andare a compostaggio. Per un’azienda ortofrutticola, un allevamento o una cooperativa con centro di lavaggio, un gestionale RENTRI che registri i ritiri di fango terroso, con peso e destinatario, se l’attività rientra tra i soggetti obbligati, aiuta a collegarli ai picchi di raccolta.
Un’azienda che raccoglie e lava ortaggi e frutta prima della vendita o del conferimento produce fanghi di lavaggio carichi di terra e residui vegetali. L’acqua di lavaggio trascina il terriccio che accompagna il prodotto dal campo, che si deposita come fango sul fondo delle vasche.
Durante i periodi di raccolta i volumi si concentrano in poche settimane, e il fango terroso si accumula rapidamente quando i prodotti arrivano con molto residuo. Questo materiale va raccolto e tenuto distinto dagli scarti vegetali e dai reflui.
Con un software per RENTRI l’azienda ortofrutticola registra le uscite del fango di lavaggio per settimana di raccolta, con peso e destinatario, e annota la quota avviata al recupero agronomico.
In un allevamento la pulizia di stalle, magazzini e attrezzature genera acque di lavaggio e fanghi terrosi, distinti dai liquami e dalle deiezioni veri e propri. Sono i sedimenti della pulizia ordinaria degli ambienti e delle macchine.
Il flusso è ricorrente e legato ai cicli di pulizia; va raccolto e gestito separatamente dal letame e dagli effluenti, che seguono la loro filiera. Tenere distinti questi fanghi facilita il corretto conferimento.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’allevamento di collegare i fanghi delle pulizie dei locali ai cicli di svuotamento, e di tenerli distinti nei registri dal letame.
Una cooperativa che raccoglie il prodotto dei soci e lo lava e prepara in un centro comune genera fanghi di lavaggio in volumi significativi, concentrati nei periodi di conferimento. L’acqua di processo si carica di terra e residui vegetali.
La gestione prevede la raccolta del fango in vasche e la separazione dall’acqua prima del conferimento, tenendolo distinto dagli scarti vegetali avviati ad altra destinazione. La verifica dell’assenza di contaminazioni da fitofarmaci è parte della corretta gestione.
Un gestionale RENTRI aiuta la cooperativa con centro di lavaggio a registrare i ritiri dalle vasche di decantazione, con la data, il peso e il destino scelto per ogni lotto.