Cosa rientra nel codice EER 20.01.26*, perché gli oli e i grassi diversi da quelli commestibili della raccolta differenziata urbana, come gli oli minerali, sono rifiuti pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
oli e grassi diversi da quelli di cui alla voce 20 01 25
Il codice EER 20.01.26* identifica gli oli e i grassi diversi da quelli commestibili della voce 20.01.25, raccolti in modo differenziato nei rifiuti urbani. Sono oli motore, oli minerali, oli lubrificanti, grassi industriali e oli per attrezzature di giardino, prodotti dal fai da te e da piccole attività.
In pratica vi rientrano l’olio del motore dell’auto, della moto o del tosaerba cambiato in proprio, gli oli idraulici, i grassi per catene e cuscinetti, e gli oli di sistemi di riscaldamento. Sono sostanze pericolose per l’ambiente: disperso in acqua forma una pellicola che impedisce lo scambio di ossigeno. Il consorzio nazionale degli oli usati ne cura la raccolta e la rigenerazione. Un solo litro di olio può contaminare un’ampia superficie d’acqua, per cui la consegna corretta è decisiva.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 20.01. Si distingue dagli oli commestibili della voce 20.01.25 e dagli oli usati industriali del capitolo 13. Qui il rifiuto è assimilato agli urbani.
L’asterisco segnala la pericolosità: gli oli vanno raccolti in contenitori chiusi e consegnati ai centri di raccolta o al consorzio. Per le officine e per i gestori del servizio, un software per RENTRI che registri a parte gli oli usati, con peso e destinatario, aiuta a distinguere l’olio minerale da quello commestibile.
I centri di raccolta accolgono l’olio motore dei privati, in cisterne dedicate, con un controllo dell’assenza di acqua o di solventi. Le cisterne dei centri di raccolta hanno bacini di contenimento e misuratori di livello.
L’olio si raccoglie in serbatoi con bacino di contenimento e si fa ritirare dal consorzio o da ditte autorizzate. Il consorzio ritira l’olio con autobotti dedicate.
Con un gestionale RENTRI il gestore registra le uscite di olio dai centri e le confronta con le quantità consegnate dai cittadini.
Le officine cambiano l’olio di molti veicoli e hanno obblighi precisi di raccolta e di consegna al consorzio. Il cambio dell’olio genera residui anche nei filtri e negli stracci, che hanno altri codici.
L’olio si raccoglie in serbatoi dedicati, senza mescolarlo con altri liquidi, e si consegna a ditte autorizzate. L’olio si conserva in serbatoi con bacino, lontano da fonti di calore e da scarichi.
Per un’officina, la gestione rifiuti con RENTRI semplifica la registrazione dei ritiri di olio e l’archiviazione dei documenti.
Gli impianti di rigenerazione trasformano l’olio usato in nuove basi lubrificanti, con un recupero elevato della base lubrificante. L’olio rigenerato riduce la dipendenza dal petrolio, perché si ricava una nuova base lubrificante di qualità simile a quella vergine. Il processo richiede materia prima senza acqua e senza contaminanti.
Ogni carico si accetta dopo verifica analitica, in particolare dei PCB e degli alogenati. Il laboratorio dell’impianto analizza PCB, alogeni e metalli prima di accettare il carico, perché condizionano il destino dell’olio.
Un software per RENTRI aiuta l’impianto a collegare ogni autobotte ricevuta al produttore e alle analisi.