Cosa rientra nel codice EER 02.01.03, perché gli scarti di tessuti vegetali delle attività agricole e orticole non sono classificati come pericolosi e quali attività li producono, dalle aziende agricole alle serre. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
scarti di tessuti vegetali
Il codice EER 02.01.03 identifica gli scarti di tessuti vegetali che si producono nelle attività agricole e orticole, cioè le parti di piante e di prodotto che restano come residuo della coltivazione, della raccolta e della prima selezione. Sono materiali organici di origine vegetale.
In pratica vi rientrano le potature, le ramaglie, le foglie e l’erba tagliata, gli sfalci e i residui colturali, gli scarti di ortaggi e frutta, le bucce e i torsoli, la paglia e il fieno non più utilizzabili, le vinacce e i raspi e i residui della pulizia dei campi. È materiale vegetale biodegradabile, prodotto spesso in grandi volumi stagionali. Un residuo vegetale ben raccolto è una risorsa, mentre lasciato in cumulo può fermentare, produrre odori e favorire la comparsa di parassiti.
Va tenuta distinta dai fanghi di lavaggio (02.01.01), dagli scarti di tessuti animali (02.01.02) e dai rifiuti della silvicoltura (02.01.07), che riguardano il materiale legnoso forestale.
Il codice non è pericoloso e non porta asterisco, trattandosi di materiale organico vegetale; la destinazione tipica è il recupero come ammendante, a compostaggio o a digestione anaerobica, oppure il reimpiego agronomico. Per un’azienda agricola, un’azienda orticola o una cantina, un gestionale RENTRI che registri le uscite di scarti vegetali, con peso e destinatario, se l’attività rientra tra i soggetti obbligati, aiuta a collegarle alla stagione di raccolta.
Un’azienda agricola produce in continuità scarti vegetali dalle coltivazioni: potature, residui colturali, sfalci, foglie e parti di prodotto non commerciabili. È il flusso più tipico e abbondante dell’attività agricola, concentrato nei periodi di raccolta e manutenzione.
Questo materiale organico va raccolto e avviato a recupero, spesso come ammendante o a compostaggio; parte può essere reimpiegata in azienda secondo le regole sui residui agricoli. La separazione dagli altri rifiuti ne facilita la valorizzazione.
Con un software per RENTRI l’azienda agricola registra le uscite di potature e di residui colturali, con peso e destinatario, e annota la quota rimasta in azienda come ammendante.
Un’azienda orticola o serricola genera scarti vegetali dalla pulizia delle colture, dalla rimozione delle piante a fine ciclo e dalla selezione del prodotto. In serra i cicli si susseguono e il flusso è ricorrente durante l’anno.
Gli scarti vegetali vanno raccolti e destinati al recupero, tenendoli distinti dalle plastiche agricole e dagli altri rifiuti della serra. Una buona separazione alla fonte ne migliora la valorizzazione a compostaggio o digestione.
La gestione rifiuti con RENTRI consente all’azienda orticola o serricola di collegare gli scarti di pulizia delle colture ai cicli di produzione, e di tenerli distinti dalle plastiche agricole.
Una cantina produce, in vendemmia, grandi quantità di vinacce, raspi e residui vegetali della lavorazione dell’uva. Sono scarti di tessuti vegetali concentrati nel periodo di raccolta e pigiatura.
Questi residui vanno raccolti e avviati a recupero, spesso verso la distillazione dei sottoprodotti o il compostaggio, secondo le regole di filiera. Tenerli distinti dagli altri rifiuti della cantina ne agevola la destinazione.
Un gestionale RENTRI aiuta la cantina a registrare le vinacce e i raspi consegnati in vendemmia, con il peso, la data e l’impianto di distillazione o di compostaggio che li riceve.