EER 16.08.06* liquidi esauriti usati come catalizzatori

16.08.06* · 2026-09-29 · 00:38:40

Codice EER 16.08.06*

liquidi esauriti usati come catalizzatori e gestione rifiuti con RENTRI

Il codice EER 16.08.06* identifica i catalizzatori esauriti in forma liquida, rifiuto pericoloso senza voce speculare. Cosa comprende, chi lo produce e come si registra in un gestionale RENTRI.

Descrizione ufficiale

liquidi esauriti usati come catalizzatori

Inquadramento

Il codice EER 16.08.06* copre i catalizzatori esauriti che si presentano in forma liquida: soluzioni acide, basiche o organometalliche che hanno perso attività e vanno allontanate dal processo. Rientrano qui, per esempio, l'acido solforico esausto degli impianti di alchilazione, le soluzioni di cloruro di alluminio delle reazioni di Friedel-Crafts, i complessi metallici in solvente della catalisi omogenea e i cocatalizzatori liquidi delle polimerizzazioni.

La collocazione nel capitolo 16, rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco, dipende dal fatto che il catalizzatore non appartiene a un singolo settore: lo scarica la raffineria come l'impianto farmaceutico. Il sottogruppo 16.08 raccoglie tutti i catalizzatori esauriti e li distingue per composizione e stato fisico. Le voci da 16.08.01 a 16.08.05* riguardano materiali solidi, mentre il 16.08.06* è l'unica voce dedicata ai liquidi.

L'asterisco segnala un rifiuto pericoloso. Nel sottogruppo non esiste una voce speculare non pericolosa per i liquidi, quindi la classificazione è già fissata dall'elenco e il produttore non deve scegliere tra due codici. Restano da determinare le caratteristiche di pericolo HP effettive, che dipendono dalla composizione: corrosività per gli acidi concentrati, tossicità per i metalli in soluzione, infiammabilità quando il veicolo è un solvente organico. In registro e formulario, compilati con un gestionale RENTRI, il codice si riporta sempre con l'asterisco.

Raffineria di petrolio

Negli impianti di alchilazione la reazione tra isobutano e olefine leggere avviene in presenza di acido solforico concentrato che funziona da catalizzatore liquido. Con l'esercizio l'acido si diluisce con l'acqua di processo e si carica di idrocarburi polimerizzati, gli oli solubili in acido, fino a scendere sotto il titolo minimo utile. A quel punto una parte del circuito viene spurgata e reintegrata con acido fresco.

Lo spurgo è un liquido corrosivo, scuro, con residui organici, e viene classificato 16.08.06*. I volumi sono consistenti e di solito partono in autobotte verso impianti di rigenerazione dell'acido. Anche le unità ad acido fluoridrico generano spurghi liquidi, in quantità minori ma con maggiori cautele di manipolazione.

Azienda chimico-farmaceutica

La sintesi di principi attivi e intermedi usa spesso catalizzatori omogenei: complessi di palladio, rodio o rutenio disciolti nel solvente di reazione per accoppiamenti, idrogenazioni e idroformilazioni. A fine campagna il catalizzatore disattivato rimane nelle acque madri o nelle fasi di lavaggio, insieme a leganti fosforati e tracce di prodotto. Lo stesso vale per gli acidi di Lewis e per le soluzioni di alcossidi impiegate come catalizzatori basici.

Questi liquidi si raccolgono in fusti o cisternette con etichetta dedicata e prendono il codice 16.08.06*. Quando il metallo ha valore, il flusso va a recupero. Nel gestionale RENTRI ogni lotto resta collegato alla linea produttiva e all'unità locale che lo ha generato.

Impianto di produzione di polimeri e resine

Le polimerizzazioni industriali si appoggiano a sistemi catalitici in soluzione o in sospensione. I cocatalizzatori a base di alchilalluminio dei sistemi Ziegler-Natta, il trifluoruro di boro complessato usato per poliisobutene e resine idrocarburiche, il cloruro di alluminio delle resine cationiche e gli acidi delle resine fenoliche vengono dosati come liquidi e spurgati quando perdono attività o quando si cambia grado.

Gli spurghi dei circuiti catalizzatori, i fondi dei serbatoi di preparazione e le soluzioni di lavaggio contaminate finiscono sotto il codice 16.08.06*. Molti di questi liquidi reagiscono con acqua e aria, quindi il deposito richiede contenitori dedicati e schede tecniche aggiornate, informazioni che conviene tenere a portata nel software per RENTRI usato dall'ufficio ambiente.

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