Cosa rientra nel codice EER 16.08.02*, perché i catalizzatori esauriti con metalli di transizione pericolosi, come cobalto, nichel e cromo, sono pericolosi e quali attività li producono. Con una nota sulla gestione rifiuti con RENTRI.
catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione pericolosi o composti di metalli di transizione pericolosi
Il codice EER 16.08.02* identifica i catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione pericolosi o composti di metalli di transizione pericolosi. Sono materiali che accelerano reazioni chimiche e contengono cobalto, nichel, cromo, vanadio, molibdeno, rame o zinco in forme classificate come pericolose, come ossidi, solfuri e sali.
In pratica vi rientrano i catalizzatori di idrodesolforazione e di idrotrattamento delle raffinerie, quelli per la sintesi dell’ammoniaca e del metanolo, i catalizzatori di ossidazione e di idrogenazione dell’industria chimica e quelli dei processi di abbattimento dei fumi, esauriti e spesso contaminati da idrocarburi. Un solo reattore può contenere decine di tonnellate di catalizzatore, e la sostituzione si programma durante le fermate degli impianti.
Nell’elenco europeo la voce fa parte del sottocapitolo 16.08. Si distingue dalla voce 16.08.03, per i metalli di transizione non pericolosi, e dalla 16.08.01, per i metalli preziosi. La classificazione dipende dalla forma chimica del metallo, non dal solo elemento.
L’asterisco segnala la pericolosità: i catalizzatori possono essere piroforici, perciò vanno inertizzati e stoccati in contenitori chiusi e consegnati a ditte autorizzate, spesso per il recupero dei metalli. Per una raffineria o per un impianto chimico, un gestionale RENTRI che registri lo scarico del catalizzatore per reattore, con peso e destinatario, aiuta a seguire una movimentazione che arriva a decine di tonnellate.
Le raffinerie sostituiscono periodicamente i catalizzatori dei reattori di idrotrattamento, in quantità di decine di tonnellate. Sono materiali pesanti, impregnati di idrocarburi.
Lo scarico dei reattori si affida a ditte specializzate, in atmosfera inerte; i catalizzatori vanno a centri di rigenerazione o al recupero dei metalli.
Con un software per RENTRI la raffineria registra lo scarico di ogni reattore con peso e data, e archivia le caratterizzazioni che hanno stabilito la forma chimica dei metalli presenti.
Gli stabilimenti che producono ammoniaca, metanolo e prodotti organici usano catalizzatori a base di nichel, cobalto e rame. A fine vita vanno sostituiti e avviati a recupero.
I catalizzatori si scaricano, si caratterizzano e si inviano a impianti di recupero dei metalli o di trattamento autorizzati.
La gestione rifiuti con RENTRI consente allo stabilimento di ammoniaca o di metanolo di collegare il catalizzatore uscito alla sostituzione programmata e al recuperatore che ha assorbito la partita.
Gli impianti specializzati rigenerano i catalizzatori per riutilizzarli o ne recuperano i metalli con processi termici e idrometallurgici.
Ogni partita si accetta dopo caratterizzazione; i metalli recuperati rientrano nell’industria metallurgica. Prima della rigenerazione si distingue il catalizzatore che può ancora lavorare da quello da cui conviene soltanto estrarre i metalli, e la scelta pesa sul costo.
Un gestionale RENTRI aiuta l’impianto di recupero a registrare ogni partita con il produttore e la caratterizzazione, e a seguire i metalli recuperati fino alla vendita alla metallurgia.