16.08.02* · 2026-09-29 · 00:32:25
Cosa rientra nel codice EER 16.08.02*, perché sta nel capitolo 16 e quali attività lo producono. Con indicazioni pratiche per la gestione rifiuti con RENTRI.
catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione pericolosi o composti di metalli di transizione pericolosi
Il codice 16.08.02* identifica i catalizzatori esauriti che contengono metalli di transizione pericolosi o loro composti. Si tratta di masse catalitiche, supporti ceramici o granulari, letti fissi e polveri che hanno perso attività per avvelenamento, sinterizzazione o deposito di coke e che non possono più essere impiegati nel processo per cui erano stati caricati. I metalli coinvolti sono di solito nichel, cobalto, cromo, vanadio, molibdeno e rame, spesso presenti come ossidi o solfuri.
Il capitolo 16 raccoglie i rifiuti non specificati altrimenti nell'elenco e il sottogruppo 16.08 è dedicato ai catalizzatori esauriti. La collocazione dipende dal fatto che il catalizzatore non appartiene a un ciclo produttivo unico: lo stesso materiale può uscire da una raffineria, da un impianto chimico o da un laboratorio, quindi l'elenco lo classifica per natura e non per origine.
L'asterisco segnala la pericolosità. Il 16.08.02* è la voce speculare del 16.08.01, riservato ai catalizzatori con metalli preziosi, e del 16.08.03, che copre i metalli di transizione non pericolosi. La distinzione va sostenuta con la scheda tecnica del catalizzatore o con un'analisi di caratterizzazione, perché il tenore e la forma chimica del metallo decidono la classe di pericolo. Chi è tenuto al RENTRI registra le movimentazioni sul registro cronologico digitale e riporta nel FIR il codice con le caratteristiche di pericolo attribuite: un gestionale RENTRI aiuta a tenere allineati i due documenti.
Le unità di idrodesolforazione e idrotrattamento lavorano con catalizzatori a base di cobalto-molibdeno o nichel-molibdeno su allumina. Dopo alcuni cicli il letto si carica di zolfo, vanadio e nichel provenienti dal greggio, oltre a coke, e la conversione cala sotto la soglia economica. Il catalizzatore viene scaricato durante la fermata programmata, spesso in atmosfera inerte perché i solfuri metallici possono autoriscaldarsi a contatto con l'aria.
Le quantità sono rilevanti, da alcune tonnellate a centinaia per singolo reattore, e la destinazione abituale è il recupero dei metalli. La raffineria rientra tra i produttori obbligati e gestisce le partite tramite software per RENTRI, con una riga di registro per ogni scarico e il FIR agganciato al trasporto.
Le idrogenazioni in fase liquida usano nichel Raney, nichel su supporto o catalizzatori a base di rame e cromo. In un impianto di chimica fine il catalizzatore viene filtrato a fine batch e reimpiegato finché regge, poi diventa un fango umido o una polvere spenta. Il nichel metallico finemente suddiviso è piroforico e i composti di nichel e cromo hanno classificazioni di pericolo proprie, quindi il rifiuto ricade nel 16.08.02*.
Il materiale viene stoccato sotto acqua o in fusti chiusi, con etichettatura e scheda di sicurezza del catalizzatore originario allegata alla caratterizzazione. Le movimentazioni sono frequenti ma di piccola entità, e la gestione rifiuti con RENTRI richiede di tenere il registro cronologico aggiornato batch per batch.
La conversione dell'anidride solforosa in anidride solforica avviene su catalizzatore al pentossido di vanadio, in forma di anelli o pellet, disposto su più strati nel convertitore. Nel tempo il primo letto si intasa di polveri e il vanadio perde attività, così durante le fermate una parte del carico viene vagliata e la frazione fine o esausta viene scartata.
Il pentossido di vanadio è classificato come sostanza pericolosa e questo colloca lo scarto nel 16.08.02*. Gli impianti di fertilizzanti generano lo stesso codice anche dagli stadi di ossidazione dell'ammoniaca quando impiegano catalizzatori non preziosi a base di cobalto. Il produttore documenta il lotto scaricato nel gestionale RENTRI e conserva le analisi che giustificano la classificazione.