15.01.10* · 2026-09-28 · 23:21:19
Il codice EER 15.01.10* riguarda gli imballaggi che conservano residui di sostanze pericolose o ne sono stati contaminati. Cosa comprende, chi lo produce e come tenerne traccia con un gestionale RENTRI.
imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze
Il codice EER 15.01.10* identifica gli imballaggi che hanno contenuto sostanze pericolose e ne conservano residui, oppure che sono stati contaminati da tali sostanze durante l'uso, lo stoccaggio o la movimentazione. Rientrano in questa voce fusti, taniche, latte, secchi, sacchi, cisternette e contenitori in plastica, metallo, vetro o materiale composito, quando il contenuto originario era un prodotto classificato pericoloso: solventi, vernici, oli, acidi, basi, fitofarmaci, reagenti di laboratorio, adesivi e resine.
La voce sta nel capitolo 15, dedicato ai rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi, e nel sottogruppo 15.01 riservato agli imballaggi. La logica del catalogo e semplice: il rifiuto e prima di tutto un imballaggio e viene classificato in base alla sua funzione originaria, non al materiale di cui e fatto. La contaminazione lo separa dagli imballaggi puliti del medesimo sottogruppo, che seguono percorsi di recupero ordinari.
L'asterisco segnala la pericolosita della voce: il codice si applica in ragione del contenuto residuo, senza che serva dimostrare caso per caso la presenza di una caratteristica di pericolo. In pratica significa deposito separato dagli imballaggi puliti, contenitori identificati e conferimento a impianti autorizzati per rifiuti pericolosi. Chi lo produce deve tenere in ordine registrazioni e documenti di trasporto, ed e qui che un gestionale RENTRI aiuta a seguire giacenze e movimentazioni ed evitare errori di attribuzione tra imballaggi contaminati e imballaggi bonificati.
Una carrozzeria lavora ogni giorno con vernici, fondi, catalizzatori, diluenti e solventi per la pulizia delle pistole. Le latte e i barattoli svuotati mantengono sempre un film di prodotto sulle pareti e sul fondo, spesso ancora liquido o solo in parte polimerizzato.
Questi contenitori non possono seguire la strada della raccolta dei metalli o della plastica, perche il residuo li rende imballaggi contaminati e li porta al codice 15.01.10*. Lo stesso vale per le taniche del diluente e per i flaconi degli induritori.
In officina il volume e frazionato ma continuo, quindi conviene un deposito dedicato e una registrazione puntuale. Un software per RENTRI consente di annotare i conferimenti man mano e di collegarli al documento di trasporto al momento del ritiro.
Le aziende agricole utilizzano fitofarmaci, diserbanti, concimi liquidi e prodotti per la zootecnia confezionati in flaconi, taniche e sacchi. Dopo l'uso restano contenitori con fondi di principio attivo, che la descrizione del codice inquadra come imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose.
Il risciacquo in campo puo ridurre la contaminazione, ma la valutazione sull'effettiva bonifica del contenitore spetta al produttore insieme al gestore che lo ritira. Fino a quel momento la classificazione prudente resta 15.01.10*.
Per un'azienda con piu appezzamenti e trattamenti stagionali, la gestione rifiuti con RENTRI tramite gestionale semplifica il conteggio dei contenitori accumulati e la preparazione dei documenti per il ritiro periodico da parte dei trasportatori autorizzati.
Un laboratorio di analisi o di ricerca riceve reagenti in bottiglie di vetro, flaconi in polietilene, fusti di solvente e kit con fiale monodose. Ogni contenitore esaurito conserva tracce di acidi, basi, solventi organici o sali tossici, e spesso riporta ancora le etichette di pericolo del prodotto originario.
La varieta dei formati complica la gestione: bottiglie da un litro, taniche da venti, piccoli flaconi da pochi millilitri. Tutti rientrano nel 15.01.10*, con la cautela di non mescolare imballaggi di prodotti incompatibili nello stesso contenitore di raccolta.
Per il responsabile del laboratorio, un gestionale RENTRI permette di tracciare le uscite per codice e per reparto, riducendo il rischio di attribuire per errore un contenitore contaminato alla raccolta del vetro.